Robin Williams.

Mi sono svegliato scoprendo della morte di Robin Williams. Inizialmente ho letto Robbie, ci sono rimasto doppiamente male perché per quanto non sia esattamente il mio cantante preferito è nel mio iPod, lo ascolto abbastanza spesso. E invece si tratta dell’attore, stella di film come Una Notte Al Museo, Jumanji e Hook. La notizia mi lascia ugualmente molto dispiaciuto. Dirò sinceramente che non è stata una delle figure iconiche e di spicco della mia infanzia, ma ricordo con nostalgia i suoi film. Facebook, anche se non esplicitamente, ha i suoi argomenti trend, come Twitter. La triste morte di Robin è quello di oggi. Si parte dalle persone semplicemente dispiaciute, a chi è disperato fino a quelli “controcorrente” che dicono cose come “non ve lo siete mai filati e ora lo amate tutti, che ipocriti”. I finti fan che lo reputano qualcuno il loro Dio senza conoscerlo ci sono sempre, ma perché fare di tutte le erbe un fascio? È sempre spiacevole vedere qualcuno che in un modo o nell’altro ha fatto parte del tuo vissuto morire. Non importa fino a che punto ne avesse fatto parte, ma lascia sempre un po’ senza parole. Penso che crescendo sentirò decine di notizie come questa, non voglio essere negativo, ma anno dopo anno ci lasceranno cantanti, politici, attori, persone care. Non importa fino a che punto saranno stati speciali per noi, ma un po’ di dispiacere ci sarà sempre. Quanto alla morte, non è stata ancora accertata, ma sembrerebbe si tratti di suicidio. A quanto pare l’attore soffriva di depressione. Non voglio addentrarmi così tanto in un argomento talmente fragile, ma il suicidio è una cosa terribile. Qualcuno lo reputa un estremo atto di egoismo, io lo vedo come un completo rifiutare la vita. Mi rattrista così tanto pensare che ci sia gente che per una ragione o per l’altra sceglie di uccidersi. Non avendo mai vissuto un’esperienza di depressione così profonda non potrei mai capire cosa c’è nella mente di chi sceglie di farlo, ma quando sento anche solo una persona dire “mi ammazzo” per scherzare mi si accappona la pelle.  Ho vissuto in terza persona un lutto del genere, e non provo emozioni empaticamente piacevoli a riguardo. Dovreste pensare tutti un po’ di più prima di parlare, certe espressioni usate comunemente e mai prese sul serio potrebbero comunque infastidire qualcuno. Volevo concludere questo post con una frase di Robin, mi sono documentato su internet e ho trovato una frase che in questo contesto lascia un po’ perplessi, ma che allo stesso tempo fa riflettere:

“Io avevo paura perché non volevo crescere…perché tutti quelli che crescono prima o poi devono morire…e così scappai”.

L’Accidioso Errante

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