Disillusioni.

Stasera non me la sento di scrivere… non credo condividerò questo post su Facebook, lo lascerò a vedere a chi è davvero interessato a seguirmi e a chi mi segue da WordPress. Non mi va di parlare delle mie emozioni perché credo di averne profondamente paura, ho paura dei miei timori e delle loro somiglianze con quelli passati, ho paura delle storie che si ripetono e mi stupisco di come io riesca a commettere sempre i medesimi errori. Ho paura di vedere questa enorme bolla scoppiare. Mi chiedo il perché di troppe cose. Ogni situazione ha i propri momenti di transizione, quel “né bianco né nero” che sembra già immergerti tra le tenebre. Ci sono stati d’animo che non vanno confidati agli amici, stati d’animo che hanno bisogno di spegnere tutte le luci e affievolirsi nella notte. In momenti come questo vorrei poter credere in me stesso, ma mi vedo affondare.

In un temporale interminabile.

L’Accidioso Errante.

Che ansia.

Sono un’ansia totale. Domani canterò per la prima volta dopo anni davanti a tante persone. Non si tratta di una canzoncina da 3 minuti, bensì di un’ora intera. Sarò davanti a un pubblico a una festa di paese, a Casalsigone (vicino a Pozzaglio, CR) e canterò insieme ai Playful Guys una decina di canzoni. Lo scorso mese mi trovavo a Cremona e stavo andando in stazione per rincasare dopo una visita. Fino a qui tutto bene. Poi ho incontrato un mio ex compagno di classe e mi ha chiesto un favorone: cantare con la sua band alla festa del paese. Cioè: da casa mia, dalla doccia, da un paio di locali alla festa del paese. Per un Signor Quasi-Nessuno è una bella possibilità di fare esperienza e non vedo l’ora di sfruttarla. Dunque in questo ultimo mese ho fatto un bel po’ di prove con un gruppo di persone che sono amiche da una vita. Lo si vede quando parlano, quando suonano e mi hanno accolto bene. Le canzoni che facciamo non sono il mio genere, decisamente, ma per un amico questo e altro. Nella scaletta abbiamo introdotto un mio brano, My Blue Side, e spero sarà apprezzato (anche se non so come possa essere il pubblico tipico di una festa del paese dato che non è una band revival degli anni ’80, una cover band di Vasco Rossi o una band di liscio). Domani sarò fuori casa dalle 9 fino al giorno dopo, dunque domani non scriverò nel blog per ovvie ragioni. Sto pensando che qualche mese fa ho avuto problemini d’ansia dovuti al troppo stress e al fatto di creare aspettative nelle persone. Questi problemi sono svaniti con l’estate ma credo di aver maturato una fiducia in me stesso tale da non far ricapitare più certe cose. Del tipo che dal nulla, sentendo una persona parlare, andavo in panico e volevo essere da un’ altra parte, ma ciò si manifestava in modo più pesante di come lo sto scrivendo, era una vera e propria ansia a percorrermi.

Questa è l’estate del “mangia, prega, ama” e stanno cambiando così tante cose. Non potrei essere più felice, nonostante l’accidia!

L’Accidioso Errante

Ma sto seriamente parlando di ciò?

Oggi ho un comportamento decisamente strano: Mangio, cucino, mi commuovo per sciocchezze. Ho iniziato la giornata guardando un paio di puntate di My Mad Fat Diary su consiglio di un mio amico, una serie su una ragazza obesa che esce da un istituto per persone con disturbi particolari e si ritrova ad affrontare la realtà con le proprie grasse e grosse ansie. Sotto alcuni aspetti credo di averla capita fin troppo bene, dall’altro lato era tutto un po’ enfatizzato, ma in ogni caso consiglio a tutti questa serie.  Per il resto ho deciso di darmi ai fornelli: Mi sono cimentato in una pasta al tonno con cannella e rosmarino: inaspettatamente molto buona, peccato che mi sia scottato con l’acqua bollente spostando il pentolino da un fornello all’altro. Dopo aver guardato un po’ di serie TV su Joi ho pensato: cuciniamo qualcos’altro! Dunque seguendo qualche ricetta su internet ho fatto (dopo aver buttato via un impasto, fatto fare un giro alla lavastoviglie, lavato la cucina) delle Crêpes con ripieno di crema al cioccolato. Mi sono sentito realizzato! Cioè, ho davvero cucinato qualcosa di così complesso? Peccato che a forza di monitorare i miei tentativi ero talmente nauseato da non mangiarle come dolce, dopo cena.

Ma seriamente sto parlando di ciò? 

Con un titolo del genere a questo post vi aspettavate nozioni di sessuologia? Giuro che non mi spiacerebbe studiare qualcosa del genere. Al primo posto c’è Comunicazione, poi beni culturali e lingue. Se non fosse tutto comandato dagli amici di Gesù studierei teologia, la storia delle religioni è molto interessante. Ok. Dopo aver raccontato la mia giornata “produttiva” sto usando un sito che si chiama WatchOut4Snakes.com per trovare una parola chiave per un imput legato all’articolo di stasera, ma escono cose allegre come Ambiguità, Omicidio etc. Mi arrangerò. Non capisco come faccia io ad essere così stanco dopo una giornata dove ciò che ha lavorato maggiormente è il mio stomaco.  Inizierò a dire cose a caso. Qualcuno direbbe “ma perché tieni un blog se non sai di cosa parlare?” oggi non ho stimoli esterni rilevanti, è stato leakato il nuovo cd di Ariana Grande è una bomba, ma non ho un blog di musica. Sarebbe stato il mio sogno sinceramente, i blog di musica tendono a essere di parte e a valorizzare le tre idiotine sopravvalutate in voga ora che tanto adoro, sarei stato certamente equilibrato e avrei valorizzato anche altri autori meno famosi. Prima o poi scriverò un libro di fiabe. Dopo quest’album voglio cambiare genere e comprarmi una chitarra. 

Ok, sono troppo stanco per un brainstorming che sembra più un’intervista a me stesso, vado a docciarmi!

L’Accidioso Errante

Sogni strani.

Ho passato una giornata che, senza un certo precontesto, sarebbe stata realmente carina. La notte scorsa è stata davvero pesante a livello emotivo. Io non ho idea di quali forze soprannaturali mi girino attorno, né di cosa ci sia nella mia mente. So solo che ho fatto un sogno molto strano che credo mi farà pensare per un po’. L’ho raccontato a qualcuno, ma qui dirò qualcosa senza scendere nei dettagli. Delle volte sembra quasi che da alcuni lutti non ci si riprenda mai, ti sembra di vedere dipinti macabri su tele oscure e tutto sembra terrificante e statico. Il sogno successivo a questo sogno tra il tragico e l’impossibile mi vedeva alle prese con la preparazione del mio 19esimo compleanno, dove Avril Lavigne mangiava dolci improbabili vestita come nel video di Girlfriend. Tornando al sogno più rilevante, mi limiterò a dire che ho sognato la morte di una persona già morta, dove nel sogno c’era la consapevolezza che questa fosse già defunta e quindi tutto suonava così confuso. Non so cosa possa significare, è un cosa così malsana. Ci sono anche altri dettagli che portano a riferimenti con la realtà. So solo che mi sono svegliato alle 4 di notte terrorizzato. Ho passato la giornata a pensarci. La mia vita è fatta di coincidenze stranissime, è un irrisolvibile cubo di Rubick dove tutto in qualche modo torna. So che la morte nei sogni è raramente vista come un presagio, in questo caso è impossibile. Essa è vista solitamente come un cambiamento, o come la paura di perdere la persona morente. Come posso temere di perder qualcuno che non c’è più? Forse esiste davvero una via di mezzo tra la vita e la morte, forse anche la spiritualità vive di mezze misure e forse qualcuno ha oltrepassato la cosiddetta “luce”. Dal momento in cui il mio credo religioso è un mix di cose ed è in continuo mutamento non so realmente in cosa credere.

Mi auguro che questo post non sembri troppo personale, ma non ho altro in testa.

L’Accidioso Errante

Contesti sociali.

Per colpa della pioggia ho passato un’accidiosissima giornata a pulire casa. Pokémon e pulizie mi stanno uscendo dagli occhi per quanto io ami la tranquillità. Mi sono iscritto a Pinterest, seguitemi QUI. Oggi vorrei riflettere sul nostro valore rispetto ai contesti sociali, sui ruoli che interpretiamo e su come cambiamo totalmente. L’altro giorno pensavo al fenomeno del bullismo, a come spesso i peggiori teppistelli siano gli amori di mamma e la gloria della famiglia. Pensavo a come ci rendiamo differenti in base alle realtà che abbiamo davanti. Sono uno studente modello per i professori, un outsider che dice cose strane per i miei compagni di classe, sono “Modello presso: Burger King” per me stesso, sono solitamente cordiale con tutti e i miei genitori credono io abbia la testa chissà dove. Non credo ci si fermi spesso a pensare a come ci comportiamo, certi atteggiamenti sembrano quasi innati. C’è anche il modello inverso al mio: Odiati dai professori, un leader per i compagni di classe, il maschio alfa della compagnia di amici, il quale trascura di facciata la propria famiglia quando poi la considera la cosa più importante. Quanto odio le facciate. Delle volte le persone costruiscono degli insignificanti muri di apparenza utili a dare un’idea falsa di sé a chi finge interesse nei loro confronti. È l’esempio di una persona che conosco e della quale continuo a scrivere frasi perfide che continuo a cancellare: Si pone di persona e attraverso i social come colui che ha la vita perfetta, con amici che lo adorano e il ragazzo perfetto, tralasciando gli scheletri nell’armadio che ad Halloween farebbero furore e tutte le cose che non conviene dire. Anzi, credo di aver detto troppo, potrei passare da accidioso a acido, da evitare! Credo che il discorso delle facciate sia strettamente legato ai social network. La gente crederebbe a qualsiasi cosa, c’è davvero gente che crede a Tanisha! (Una lunga storia all’insegna del trash che un giorno racconterò) Vedo gente che fa la ricca quando poi so per varie ragioni che ha determinate difficoltà. Non dico che una persona debba scrivere su un social “Non sono riuscita a pagare le bollette!” ma neanche mettere in piedi teatrini di apparenze al fine di ricavarne dei like e un po’ di approvazione sociale!

È giusto che ognuno di noi crei i propri scudi rispetto alla società, ma evitate di arrivare al limite del ridicolo, suvvia!

L’Accidioso Errante

 

Sailor Moon Pt. 1

In questo preciso istante sto ridendo come un pirla poiché qualcuno su Ask.fm mi ha linkato il sito di Sailor Greco, una serie online che doppia in modo simpatico gli episodi di Sailor Moon. DUNQUE PARLERÒ DI SAILOR MOON. Non amo gli stereotipi, ma sto constatando che la maggior parte dei ragazzi che da piccoli guardavano Sailor Moon si sono scoperti gay crescendo. 

Io ero uno di quegli allegri bambini! Mia madre non voleva guardassi Dragon Ball perché era particolarmente violento per un bambino di quattro anni, così iniziai ad apprezzare Sailor Moon. I ragazzini del condominio di mia nonna mi dicevano che ero gay, loro scherzavano (quando “gay” era l’insulto di moda…che tristezza).  Arrivò il giorno in cui madre mi diede la possibilità (o forse no, lo feci e basta, non ricordo) di riempire i muri della mia stanza di disegni, presi dunque le matite colorate e non so con quanta pazienza disegnai cani, persone, Jigglypuff… e immancabilmente Sailor Chibiusa e Sailor Venus. Stranamente le disegnai bene! Non sono tanto bravo a disegnare ma i miei doodle sono sempre piacevoli, soprattutto quando da un doodle ne nasce un altro e riempio banchi, libri e pensieri con radici, cuoricini, riccioli e lettere non troppo casuali. Ok, Sailor Greco è un trip. Negli ultimi anni, di tanto in tanto, Italia 1 ha iniziato a trasmettere gli episodi di Sailor Moon e via con i viaggi mentali. Ricordo poi di un’ estate in cui guardai ogni giorno una decina di puntate di Sailor Moon sul computer, arrivai a imparare le battute dei cattivi quando crepano e lo schema in sé degli episodi:

Situazione tranquilla + nemici che confabulano + demone che rompe le balle a persone + arrivo di una Sailor che da sola non riesce a sconfiggere il nemico + arrivo di Sailor Moon + sconfitta del nemico + situazione tranquilla.

Questa passione si presenta a me alternativamente ai Pokémon. Questo dice molto!  Qualche giorno fa parlai dei diari segreti, e ripensandoci in uno di essi scrissi di desiderare solennemente di essere un paladino della giustizia come Sailor Venus non credo di sapere tutt’ora cosa significhi solenne e di non averlo mai usato in un discorso.

Quanto al nuovo remake di Sailor Moon, è fatto davvero bene ma viene a mancare la grafica scrausa che ho sempre apprezzato. 

Qual’è la vostra Sailor preferita? 🙂

L’Accidioso Errante

Sometime Ago e brainstorming annesso.

“E un po’ di tempo fa stavo lottando contro il mio dolore,
lottavo per vincere proprio come se fosse un gioco
ed ho pensato che non sarebbe mai finito.
Ed ora sono da qualche altra parte.”

Ho avuto una giornata travagliata, mi sono perso in bicicletta nel piacentino e non è stato affatto piacevole. Per il resto credo di aver mangiato troppa anguria per cena, ho il naso gelato. Le prime parole che vedete all’inizio del post sono versi di un brano di Elisa dal suo album Ivy, parlo di Sometime Ago. Sono versi che spero tutti voi in qualche modo potrete sentire vostri. Ricordo di essermi sentito totalmente distante da quei versi. Ho visto piccoli ostacoli come muri più grossi di me e spesso mi sono fermato, ho girato su me stesso, ho battuto la testa e mi sono sentito sconfitto. Dopodiché mi sono rimboccato le maniche e ce l’ho sempre fatta. Volevo perdere peso e ce l’ho fatta. Volevo lasciare parti importanti della mia vita alle spalle e ce l’ho fatta. Volevo eccellere in qualche contesto e ce l’ho fatta. Ma non è mai stata facile. La mia vita è un’ accidia unica. Per esempio: per dare vita a un buon proposito devo per forza farlo coincidere con una data X o con un lunedì. SBAGLIATISSIMO! Si può iniziare a cambiare ogni giorno e ci vuole tanta volontà. Devo essere assolutamente più severo con me stesso. Leggendo quel che ho scritto penserete che io sia incontentabile. Sono semplicemente relativamente insoddisfatto, ma non sono il tipo da piangersi addosso. La frase di Sometime Ago mi ha ricordato la solarità di un’amica vista oggi, mi parlava di come è riuscita a dimenticare il suo primo vero amore, di come sia passata attraverso la rabbia, attraverso i ragazzi sbagliati, attraverso il tempo e il relativo disprezzo per tutta quella situazione. Oggi la mia amica sorrideva e vederla sorridere ha reso felice anche me.

Devo darmi più obiettivi e compiere il passo da adolescente a piccolo adulto, me lo ripeterò in eterno.

L’Accidioso Errante