Cambio di rotta

Le persone cambiano, e ciò sta accadendo anche a me. Nel bene e nel male, non sono più il ragazzo di 19 anni che scrive romanticherie su questo blog, accidioso per l’eterno procrastinare, errante per l’eterno viaggio che è la vita. Ero tentato di chiuderlo definitivamente, di lasciarlo sparire tra le tante pagine di WordPress di cui ci si dimentica, negli anni. Credo anche però che ci si evolva. Non sono il Nicola che scriveva qui tanti anni fa, e quasi mi sembra impossibile ora aprirmi così dettagliatamente su stati d’animo e quant’altro, nel bene e nel male. Non credo dunque qualcuno si dispiacerà se il fine di questo blog cambierà radicalmente.

A fronte dei miei studi e delle mie varie letture, vorrei riassumere qui i vari testi letti, magari anche due parole sulla musica. Tutto in modo informale. Una sorta di esercizio per non dimenticarmi dei libri letti, cosa che spesso succede. Ho sempre tenuto al valore del ricordo tanto da imprigionare stati d’animo in canzoni, tanto che è diventato il mio modo più sincero di comunicare, ma capite che non posso mettere i miei libri di scuola in una canzone.

Il mio amico Alessandro ride a fianco a me, e condividerò anche ciò.

Detto questo, ci sentiamo presto e vi auguro buon anno.

 

Nicola

Concezioni sull’amore.

Quattro mesi fa iniziava per me l’inferno.  Era il 21 Novembre 2014 e io tornavo da una città a 20 km da me con il cuore a pezzi e gli occhi gonfi di lacrime. Ho un’età dove le certezze sono di cristallo, fragili quanto preziose; ci ostiniamo a ricercare una stabilità a 16,17,18 e passa anni quando siamo dei giganti fatti di incoerenze, ma a quanto pare tutto ciò serve a farsi le ossa.

Premetto che non voglio che questo post diventi un cumulo di vittimismo, tutti stiamo male e tutti nel bene o nel male ci riprendiamo, peace. Il mio fine primario è quello di esporre delle considerazioni che si sono generate in tutto questo iter.

Sono uscito da una relazione che ora giudicherei troppo carica di emozioni e di ruoli, dove sono stato un amico, un amante e un fratello, a ciò lego ruoli e stati d’animo che difficilmente dimenticherò. Questo mio pretendere troppo da subito mi ha fatto decisamente riflettere sulle mie priorità come persona e su come fosse giusto vivere l’amore a questa non troppo tenera età.

Mi è stato segnalato che non sono un bravo ascoltatore quando ho sempre sostenuto il contrario, ho quindi deciso di ascoltare in silenzio i sogni, le disillusioni e le storie di altre persone che vivono l’amore in modo diverso dal mio. Ho ascoltato quarantenni disillusi parlare di come quelli che all’epoca sembravano limiti insormontabili ora sono piccolezze, ho ascoltato artisti innamorati che mi han descritto con fierezza come con quanta lentezza, dialogo e devozione si fosse evoluta la loro storia d’amore, giorno dopo giorno sempre più vigorosa e importante, ho ascoltato decine di volte mia madre urlante che mi ha consigliato di non annullarmi mai per amore.

A tal proposito, mi è stata consigliata una poesia di Kahlil Gibran sul matrimonio la quale mi ha fatto molto riflettere:

“Amatevi l’un l’altro, ma non fatene una prigione d’amore:
Piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime.
Riempitevi l’un l’altro le coppe, ma non bevete da un’unica coppa.
Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane.
Cantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo,
Come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale.
Donatevi il cuore, ma l’uno non sia di rifugio all’altro,
Poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori.
E siate uniti, ma non troppo vicini”.

Annullarsi in amore è davvero inutile, quantomeno da adolescenti. In una relazione si innescano meccanismi psicologici, delle volte, dai quali è difficile scappare. È indubbiamente piacevole cercare stabilità, ma mai diventare lo zerbino di qualcuno! Bisogna sempre tenere un po’ di noi stessi intatto, come se si trattasse del backup di un computer, come se ci fosse una minuscola partizione di Linux ad aggrapparsi quando Windows non funziona a dovere.

Tenersi un po’ di sé per sé non significa assolutamente essere egoisti, ma non bisogna neanche usare l’amore dell’altro per accrescere il proprio ego come molti fanno o ostentarlo come un Chiwawa nella borsetta di Paris Hilton.

Per esperienza, ogni relazione ostentata è finita con amici che passano da “tu e il tuo ragazzo siete dolcissimi” a “bau bau” non appena saputo che ci siamo lasciati, sarò geloso o arretrato, ma a parte quando si parla di musica (il mio grande amore), non mi va di sbandierare i miei flirt alla Waterloo su Facebook trattandoli come se fossero un contatto diretto con il principe Carlo nel telefono di una comare Pizzighettonese (potete non aver capito questa metafora, rileggendola non l’ho capita nemmeno io).

Il peggior atto di egoismo, in amore e nei rapporti interpersonali in generale, lo si compie quando si pretende che l’altro abbia le nostre identiche modalità di amare e di approcciarsi, essendo quindi irrispettosi delle scelte altrui. Un amante silenzioso può amare tanto quanto un amante di quelli che non lasciano spazio a pensieri, coloro che riempiono gli spazi vuoti di colore e chiacchere. A volte vorrei tanto che la gente si considerasse più spesso “compagna di viaggio”, poiché ognuno di noi fa parte di un percorso e siamo parte integrante di mille altri in base ai nostri rapporti interpersonali, non dovremmo avere paura di dire che gli amori adolescenziali o post-adolescenziali non durano per sempre.

Dopo aver compreso diverse cose, ho capito che per un bel po’ di tempo passerò le serate a coccolare la mia gatta.

L’Accidioso Errante

ArtRave, patente, Katy Perry e brainstorming annesso.

Carissimi, questi sono tempi duri! Vi sono giornate da 36 ore l’una, incredibile! Sono seriamente distrutto dalla scuola e da tutto ciò che la riguarda, credo andrò a dormire alle 22 stasera. C’è di buono che lunedì ho passato l’esame teorico della patente, finalmente! E con soli due errori Domani sera farò la prima guida della mia vita, non so se avere paura o esserne contento. Il mio ragazzo mi sfotte perché a momenti ho paura anche della mia ombra, effettivamente ha ragione. Quanto a lui, siamo a quasi tre mesi di fidanzamento e non potrei esserne più felice! Perdonate la scrittura degna di un chat di Facebook, stasera va così. Oggi, in classe, pensavo a questo blog. Avevo voglia di mangiare una cotoletta, di sapere di più su D’Annunzio e di stare fuori con il sole e il ventaccio di oggi. Sarebbe stato un brainstorming degno di questo spazio, come quelli di quando ho iniziato! Prima di partire con un brainstorming dal nulla sul fatto che sto ascoltando le performances live di Katy Perry, volevo dire che ho deciso che andrò all’Artrave. Non volevo inzialmente, poi ho pensato: Diamine, non capita spesso che Lady Gaga venga in Italia! Artpop non è il suo album migliore, ma io l’ho amata per tutto ciò che ha fatto in precedenza….perché no dunque? Andrò insieme al mio ragazzo, anche se abbiamo postazioni differenti poiché non abbiamo preso i biglietti insieme, ma saremo in fila inseme. Per chi ci sarà, buon concerto! Dicevo: A quanto pare, quella di stasera sarà la serata (30 minuti LOL) di Katy Perry! Ho ascoltato qualche live dell’ iHeart Radio passando alle  canzoni scritte da lei, ora sto ascoltando Bullet, scritta per Jessie James, una cantante americana che non conosco al di là di questo brano. Ho conosciuto Katy Perry a inizio carriera con I Kissed A Girl, ero in terza media e pensavo: “Wow, coraggiosa la ragazza!” e il suo primo album “One Of The Boys” rimane per me il suo lavoro migliore, amo il pop-rock di quegli anni. Ricordo che i miei coetanei venivano a chiedermi “Ma Katy Perry è lesbica??” e io rispondevo fermamente di sì… convintissimo Nicola, convintissimo! L’album successivo, Teenage Dream, è stato davvero una bomba di hits alle quali sono molto attaccato, in particolare a The One That Got Away, Part Of Me e Wide Awake. Per varie ragioni Wide Awake mi ricorda la morte di una persona carissima per me, ricordo che quando ho saputo che non ce l’avrebbe fatta continuavo ad ascoltarla. Non voglio aggiungere altro ma chi mi conosce sa di cosa parlo. Ricordo che il giorno del mio diciassettesimo compleanno, nel 2012, mi sono ritrovato ad ascoltare Katy Perry su Mtv alle 5 del mattino: Quel giorno sarei andato in una nuova scuola dopo tre anni a Cremona: Nuovo istituto, nuova città, nuovi compagni e nuova vita. Ero solo in casa e Wide Awake risuonava dal televisore. In particolare, il video di quella  canzone ha un grande significato per me, anche qui non entrerò nello specifico. Vedo quel video come un enorme percorso, fatto di momenti felici, di perdite e disillusioni. Quel 2012 è stato davvero pesante. Non so perché sono finito a parlare di quel periodo così buio. A volte i periodi negativi hanno bisogno di ripresentarsi nella nostra mente per farci riflettere sulla magnificenza dei momenti che stiamo vivendo. Ora sono davvero felice, affaticato ma felice. Ho tagliato i ponti con talmente tante persone che ho rafforzato l’idea di stima e affetto che provo per gli amici più cari, ho scoperto realtà vomitevoli che rendono il mio ragazzo il migliore che ci sia mai stato e che spero ci sia sempre, ho iniziato a capire come vivere la scuola e sto lavorando su tutto il resto. Mi rendo conto che la negatività non sia una gran bella cosa, ma tante volte si è ingrati e si da tutto per scontato. L’ultima volta che ho dato per scontata una persona questa è andata via da questo mondo senza che io potessi salutarla per l’ultima volta.

Non date mai nulla e nessuno per scontato, davvero.

L’Accidioso Errante

-1 alla registrazione.

La giornata di domani dovrebbe essere una delle più belle della mia vita… diamine, registrerò il mio primo album! Per portarmi avanti con gli impegni ho studiato per un’ interrogazione di cultura medico-sanitaria sulle malattie esantematiche fin da domenica mattina alle 6,30. Quest’anno non mi concedo studiate dell’ultimo minuto e mi divido il lavoro in parti come mi spiegarono in terza elementare…finalmente l’ho capito! Dovreeeebbe essere la migliore della mia vita, ma come di consuetudine nell’esistenza dell’ Accidioso Errante in qualsiasi cosa c’è un MA, quel qualcosina che fa girare le palle quando tutto va bene: Ci sono i testi, la grinta, la  felicità… manca la voce. Eh sì. Giustamente qualcuno nella mia classe ha pensato bene di prendersi il raffreddore, e uno dopo l’altro ci siamo infettati tutti neanche stessimo giocando con il Domino. È da ieri che campo a Paracetamolo, succo di limone ovunque, rimedi della strega, rimedi della nonna, preghiere e quant’altro. Ho una sciarpa in ogni improbabile momento, mi copro come non mai e… ce la farò. Sarà una cosa stupenda, me la sento.

Ah, ho mandato l’iscrizione per un Workshop veramente carino, ma vi dirò di più non appena saprò l’esito della mia proposta d’iscrizione. Non vedo l’ora di vedere cosa mi riserva il futuro.

L’ Accidioso Errante

L’imminente Humans Of Lodi.

Oggi c’è stato lo sciopero dei treni, sono stato uno dei tanti “danneggiati” da codesto, ho preso un treno in ritardo sia all’andata che al ritorno: mi sono recato a Lodi per un evento un po’ speciale al quale partecipo da due anni, la giornata del volontariato di Lodi. Qui diverse associazioni e enti lodigiani scendono in piazza con tanto di stand al fine di farsi conoscere. Non c’era molta gente al di là dei promotori, ma è stato davvero molto carino. Io ero con lo stand di Lodi Città Aperta, un progetto che si sta trasformando in una vera e propria associazione, del quale faccio parte da marzo del 2013. Questo progetto si prepone l’obiettivo di sensibilizzare le persone su temi come immigrazione, omofobia, discriminazioni. Alcuni di noi, all’interno del progetto, hanno preso parte a un laboratorio autobiografico legato alla scrittura creativa e un mese fa ho avuto un’ idea positiva per far sfociare questa parte di Lodi Città Aperta in qualcosa di compatto e duraturo nel tempo. Qualche tempo fa ho notato su Facebook alcune pagine con nomi come “Humans of Cremona” e “Humans Of New York”, finalizzate a raccontare piccoli aneddoti degli abitanti delle varie città nel mondo, al fine di far riflettere o di rubare un sorriso. Dunque perché non dare vita a Humans Of Lodi? Il progetto partirà a breve, oggi io e alcune ragazze di LCA abbiamo iniziato a raccogliere testimonianze… Com’è dura! Alcune persone sono davvero di coccio, non sanno aprirsi alle novità e non pensavo di ritrovarmi davanti tutta questa chiusura. Nonostante questo abbiamo rallegrato il pomeriggio di una signora anziana che ci ha raccontato parte della sua vita e non voleva lasciarci andare, abbiamo avuto modo di parlare con un musicista di strada e con una di noi che ha voluto raccontarci la sua ansia prima di una gastroscopia. Settimana prossima la pagina sarà attiva, vi invito per allora a cercarla su Facebook.

Domani sarà una giornata stupenda, ve ne parlerò. ❤

L’Accidioso Errante

Outro di una bella giornata.

Quella di oggi è stata la prima assenza dell’anno: Non ho sentito la sveglia e ho passato la giornata a pulire casa. Mi sono preso un po’ di tempo per me e ho messo a posto un paio di cose per l’album, ho scritto un outro, una canzone d’uscita e ho aggiunto un canone in entrata, nulla da pagare! Poi la chiamata celestiale: lo studio di registrazione. Hanno trovato il fonico per farmi registrare, tutto è già pagato e lui è molto professionale. Non vedo l’ora! Inoltre ho dato una bella ripulita multimediale al computer perché non si capiva più nulla e non trovavo molti file, so solo che ora dovrò scaricare molti album che ho deliberatamente cancellato. Nel pomeriggio sono andato a scuola guida, dopo circa un mese e mezzo di assenza. Ho fatto qualche test ed ero fuori allenamento, ma sono contento dei risultati odierni: 5-4-2-8-3, questi erano i miei errori. Quando faccio certi errori mi darei dello stupido, perché le risposte mi erano note ma non ho osservato abbastanza le domande. Forse ho lo stesso problema nella vita, come se tutto fosse realmente già scritto e io volessi leggere solo ciò che mi conviene. Forse, nonostante io sia felice, vivo a metà. Forse avrei bisogno di essere davvero più severo verso me stesso, avrei bisogno di dirmi “ma vai a zappare” tanto quanto lo dico vedendo gli “studenti” medi della mia scuola, questo deve essere l’anno della maturità sotto ogni aspetto.

Ora vi saluto che scrivo la mia lista delle cose da fare e degli obiettivi che ho per quest’anno. :3

L’Accidioso Errante