La rabbia e le sue radici amare.

Per un po’ di tempo ho smesso di scrivere perché mi è stato suggerito che questo blog fosse troppo personale, troppo spontaneo e troppo aperto agli altri. Forse è vero, dunque farò delle modifiche. Direi basta  con alcuni racconti sulla mia vita privata, direi basta al parlare direttamente di me, direi di generalizzare e parlare a metafore, che tanto chi vuole intendere intenda, gli altri in camper e sono già un comico migliore di Siani a Sanremo. Stasera sono fottutamente arrabbiato, e anche se non voglio fare nomi voglio parlare di questa rabbia che a volte mi sorprende quando meno me lo aspetto, quando la mente naviga. La mia rabbia esplode perché la gente è ingrata, perché sono tutti bravi a usarti e gettarti, perché sono tutti bravi a sbatterti in faccia di stare bene, sono tutti capaci di dimenticare di aver significato qualcosa, non importa cosa. Siamo talmente di passaggio nelle vite delle persone che non ci riservano nemmeno il privilegio di essere riconoscenti, di ricordarci a distanza di mesi, di anni. Dunque diventiamo facce senza nome, smorfie davanti a incontri casuali, argomenti evitati e tutto ciò che mira a portarci a fondo di un iceberg di alcol e frivolezze. So che ciò che sto scrivendo sarà probabilmente comprensibile solo da me, poco importa, stasera va così. Voglio prendere questa rabbia e farne qualcosa di meraviglioso, farne le ossa che non potrai spezzare più (citando la mia adorabile Maria Antonietta), prendere i miei giorni di perle e trasformarli in una collana talmente bella da lasciarti senza parole. Voglio trasformare tutto il dolore e la rabbia in qualcosa di immenso, in funzione di me. Le radici della mia rabbia assorbono acqua solo quando si scontrano con la vuota e amara verità dei fatti, d’altronde ci sono tantissime radici amare.

Io sono le ossa che non puoi spezzare più.

L’Accidioso Errante

Giorno 4: il pallone.

Stamattina, appena ho visto il cioccolatino a forma di pallone ho pensato: “no ma, seriamente?” dunque stasera dovrò seriamente parlare di una cosa che non ho mai apprezzato troppo, i palloni. Non ho mai avuto alcun legame con il calcio (il pallone era da calcio lol, ma tollero quelli da pallavolo e da basket) e non ho mai trovato interessante il gioco in sé. Ecco, sono stanco e dovrei chiudere il post del blog qui. E invece no, stasera sono un po’ annebbiato dai miei dispiaceri. Le cose vanno come devono andare e io vorrei condividere le mie gioie con la persona che amo di più. Eppure non è qui, vorrei saperlo felice per me e non mi rimane che mordermi la lingua. Sento un vuoto interiore diventare sempre più ampio, a volte ascolto la mia voce e noto dei modi di dire comuni che abbiamo iniziato ad usare insieme uscire dalla mia bocca, mi chiedo se anche lui ci fa caso. Mi chiedo se gli mancano le piccole cose, se il nostro amore era tutta una bugia o il sentimento c’era davvero da parte sua. Vorrei svegliarmi domattina e ricominciare dal buongiorno, dalla chiamata alle 14,00 sul pullman, fino ai piccoli e grandi progetti fatti insieme. Sto vedendo ciò che ho sempre considerato la parte migliore di me andare in frantumi. Non so come la vivrò a questo giro, mi è capitata una situazione quasi del tutto analoga in passato, ho scelto di raccontarla con il mio primo cd, “My Blue Side” (ascoltabile qui: http://www.nikklombardo.bandcamp.com) e talvolta le canzoni di questo cd sono la colonna sonora dei miei fallimenti attuali. Brani di artisti come Taylor Swift e Simple Plan esprimono totalmente come mi sento. Purtroppo la scuola mi pressa e non ho ancora trovato il momento per sedermi al pianoforte e lasciarmi esplodere lentamente. Continuano le implosioni altrui, io sono stanco di esplodere. Vorrei essere capace di disinibire alcuni stati d’animo che non so provare, come la rabbia, la collera e tutto ciò che può essere annesso alla vera infelicità. Non so da dove ricominciare a ricostruirmi. Spero di farcela, che il tempo passi in fretta, che i suoi occhi meravigliosi siano presto un lontano ricordo.

I momenti in cui vorrei avere l’età sentimentale di un quindicenne, le pallonate nel cuore.

L’Accidioso Errante.

ArtRave, patente, Katy Perry e brainstorming annesso.

Carissimi, questi sono tempi duri! Vi sono giornate da 36 ore l’una, incredibile! Sono seriamente distrutto dalla scuola e da tutto ciò che la riguarda, credo andrò a dormire alle 22 stasera. C’è di buono che lunedì ho passato l’esame teorico della patente, finalmente! E con soli due errori Domani sera farò la prima guida della mia vita, non so se avere paura o esserne contento. Il mio ragazzo mi sfotte perché a momenti ho paura anche della mia ombra, effettivamente ha ragione. Quanto a lui, siamo a quasi tre mesi di fidanzamento e non potrei esserne più felice! Perdonate la scrittura degna di un chat di Facebook, stasera va così. Oggi, in classe, pensavo a questo blog. Avevo voglia di mangiare una cotoletta, di sapere di più su D’Annunzio e di stare fuori con il sole e il ventaccio di oggi. Sarebbe stato un brainstorming degno di questo spazio, come quelli di quando ho iniziato! Prima di partire con un brainstorming dal nulla sul fatto che sto ascoltando le performances live di Katy Perry, volevo dire che ho deciso che andrò all’Artrave. Non volevo inzialmente, poi ho pensato: Diamine, non capita spesso che Lady Gaga venga in Italia! Artpop non è il suo album migliore, ma io l’ho amata per tutto ciò che ha fatto in precedenza….perché no dunque? Andrò insieme al mio ragazzo, anche se abbiamo postazioni differenti poiché non abbiamo preso i biglietti insieme, ma saremo in fila inseme. Per chi ci sarà, buon concerto! Dicevo: A quanto pare, quella di stasera sarà la serata (30 minuti LOL) di Katy Perry! Ho ascoltato qualche live dell’ iHeart Radio passando alle  canzoni scritte da lei, ora sto ascoltando Bullet, scritta per Jessie James, una cantante americana che non conosco al di là di questo brano. Ho conosciuto Katy Perry a inizio carriera con I Kissed A Girl, ero in terza media e pensavo: “Wow, coraggiosa la ragazza!” e il suo primo album “One Of The Boys” rimane per me il suo lavoro migliore, amo il pop-rock di quegli anni. Ricordo che i miei coetanei venivano a chiedermi “Ma Katy Perry è lesbica??” e io rispondevo fermamente di sì… convintissimo Nicola, convintissimo! L’album successivo, Teenage Dream, è stato davvero una bomba di hits alle quali sono molto attaccato, in particolare a The One That Got Away, Part Of Me e Wide Awake. Per varie ragioni Wide Awake mi ricorda la morte di una persona carissima per me, ricordo che quando ho saputo che non ce l’avrebbe fatta continuavo ad ascoltarla. Non voglio aggiungere altro ma chi mi conosce sa di cosa parlo. Ricordo che il giorno del mio diciassettesimo compleanno, nel 2012, mi sono ritrovato ad ascoltare Katy Perry su Mtv alle 5 del mattino: Quel giorno sarei andato in una nuova scuola dopo tre anni a Cremona: Nuovo istituto, nuova città, nuovi compagni e nuova vita. Ero solo in casa e Wide Awake risuonava dal televisore. In particolare, il video di quella  canzone ha un grande significato per me, anche qui non entrerò nello specifico. Vedo quel video come un enorme percorso, fatto di momenti felici, di perdite e disillusioni. Quel 2012 è stato davvero pesante. Non so perché sono finito a parlare di quel periodo così buio. A volte i periodi negativi hanno bisogno di ripresentarsi nella nostra mente per farci riflettere sulla magnificenza dei momenti che stiamo vivendo. Ora sono davvero felice, affaticato ma felice. Ho tagliato i ponti con talmente tante persone che ho rafforzato l’idea di stima e affetto che provo per gli amici più cari, ho scoperto realtà vomitevoli che rendono il mio ragazzo il migliore che ci sia mai stato e che spero ci sia sempre, ho iniziato a capire come vivere la scuola e sto lavorando su tutto il resto. Mi rendo conto che la negatività non sia una gran bella cosa, ma tante volte si è ingrati e si da tutto per scontato. L’ultima volta che ho dato per scontata una persona questa è andata via da questo mondo senza che io potessi salutarla per l’ultima volta.

Non date mai nulla e nessuno per scontato, davvero.

L’Accidioso Errante

Registrazione di ieri e altre cose belle.

Sono ancora elettrizzato da ieri! Avrei voluto scrivere già ieri sera ma sono arrivato a casa alle 21 ed ero KO, mi sono dunque risparmiato per oggi. Ho registrato i brani e ci ho messo tre ore al posto di due, la mia voce era un po’ titubante per via del raffreddore ma sono sicuro che il risultato sarà meraviglioso. Aspetterò a farlo uscire, per questioni varie. Ma intanto sarà fatto, sarà qui pronto, potrò pensare a come promuoverlo e non so ancora come orientare tutto ciò. Spero solo che mi aspetti molta bontà. Sono felice. Mi spiace non dire di più, ma è tutto talmente emozionante che mi mancano le parole. Quanto a oggi, è stata una giornata carina! Ho saltato scuola poiché saremmo usciti alle 10.45, e avendo il pomeriggio occupato ho scelto di studiare per un’ interrogazione di domani (cultura medico-sanitaria) andando nella mia cara vecchia Biblioteca Laudense. Ho però scoperto una meraviglia mai visitata prima d’ora e nata da poco a Lodi: Il caffè letterario. Mi sono recato lì con la scusa di prendere un caffè e alla fine sono rimasto lì tutta mattina. Ho studiato bene, in silenzio e in un ambiente piacevole. Nel primo pomeriggio sono andato a prendere il mio ragazzo davanti a scuola, oggi festeggiamo due mesi! Si sta progredendo positivamente e lui è sempre più una figura importante della mia realtà. Siamo stati un po’ a Lodi, seduti su una barca a burlarci della mia paura degli insetti e abbiamo fatto quattro passi.

Sono tornato a casa con il sorriso sulle labbra.

L’Accidioso Errante

PS: Ieri la scuola ci ha portato a Teatro per uno spettacolo sul genocidio armeno. Tra gli attori e le attrici vedevo un volto familiare… si trattava di Francesca Di Cara! È cresciuta tantissimo da quando faceva la Piccola Linda nella serie tv “Il Mammo” con Enzo Iacchetti. Sono rimasto meravigliato, guardavo quella serie da piccolo, la domenica, insieme a mia mamma. Concludo salutando Beatrice, una mia lettrice assidua (che tenerella!) che ho incrociato oggi in bici insieme al mio ragazzo. ❤ Ciao cara!

-1 alla registrazione.

La giornata di domani dovrebbe essere una delle più belle della mia vita… diamine, registrerò il mio primo album! Per portarmi avanti con gli impegni ho studiato per un’ interrogazione di cultura medico-sanitaria sulle malattie esantematiche fin da domenica mattina alle 6,30. Quest’anno non mi concedo studiate dell’ultimo minuto e mi divido il lavoro in parti come mi spiegarono in terza elementare…finalmente l’ho capito! Dovreeeebbe essere la migliore della mia vita, ma come di consuetudine nell’esistenza dell’ Accidioso Errante in qualsiasi cosa c’è un MA, quel qualcosina che fa girare le palle quando tutto va bene: Ci sono i testi, la grinta, la  felicità… manca la voce. Eh sì. Giustamente qualcuno nella mia classe ha pensato bene di prendersi il raffreddore, e uno dopo l’altro ci siamo infettati tutti neanche stessimo giocando con il Domino. È da ieri che campo a Paracetamolo, succo di limone ovunque, rimedi della strega, rimedi della nonna, preghiere e quant’altro. Ho una sciarpa in ogni improbabile momento, mi copro come non mai e… ce la farò. Sarà una cosa stupenda, me la sento.

Ah, ho mandato l’iscrizione per un Workshop veramente carino, ma vi dirò di più non appena saprò l’esito della mia proposta d’iscrizione. Non vedo l’ora di vedere cosa mi riserva il futuro.

L’ Accidioso Errante

Scontri con realtà andate.

Questa è una di quelle giornate che fanno capire tante cose. Quest’estate, come scrissi tempo fa, credo di essere maturato davvero e di aver capito pienamente ciò che fa parte della mia realtà e ciò che rinnego con tutto me stesso. Ritrovarsi per caso davanti a tutto ciò che in passato mi ha urtato, ferito, fatto sentire uno schifo, fisicamente e caratterialmente…fa pensare. Più che altro, subito dopo, mi sono ritrovato davanti alla mia realtà, così piena di sentimenti positivi, di persone che scelgono di volermi bene per quello che sono e non mi cambierebbero per nulla, di persone che se ne fregano dell’apparire e vivono semplicemente il loro essere. Penso che tutta la negatività del mio passato si sia concretizzata attraverso la mia musica ed è pronta per rimbombare sotto forma di arte, sotto forma di una storia che, nel bene e nel male, mi ha insegnato tanto. Non vedo l’ora sia martedì per registrare quell’album, farlo uscire e promuoverlo un po’. Sto subendo influenze musicali totalmente differenti dalle precedenti, quindi tutto ciò che verrà dopo My Blue Side sarà diverso. Sarò eternamente pop nella musica, ma voglio sperimentare lo sperimentabile. Questo scontro diretto con ciò che era il mio passato non ha fatto altro che darmi ancora più carica rispetto al mio presente e all’imminente futuro, mi ha donato qualche sfumatura in più per apprezzare questo meraviglioso presente, tra i chili che non riesco a perdere, un fidanzato insuperabile e una quinta superiore tutta da scoprire.

What doesn’t kill you makes you stronger!

L’Accidioso Errante

PS: Ho rivelato il nome dell’ album senza farlo apposta, ma ooook. 😀

Il “mangia, prega, ama” dei poveri: La mia estate.

Sapevo che prima di iniziare la scuola avrei scritto questo post. Parlare di quest’estate è strano: si dice che la quarta superiore sia “l’anno di transizione” e pare valga anche per l’estate annessa. L’ho iniziata in modo modo molto travolgente: un tirocinio in Liguria di una settimana con dei ragazzi diversamente abili. Avrei voluto viverlo con entusiasmo ancora maggiore, è stato divertente ma non riuscivo a smettere di pensare al mio ex ragazzo, le cose non stavano più andando tanto bene. Quest’esperienza con i diversamente abili mi ha formato tanto: Amo il modo in cui ridono di piccolezze, la loro semplicità mi ha oltrepassato il cuore aprendo le porte a un percorso di riflessione durato un’estate intera che mi ha portato a veri cambiamenti. Finito il tirocinio sono tornato a casa, il rapporto col mio ex ragazzo era giunto a un punto di limite e ho sentito il bisogno di porre la parola fine alla nostra storia d’amore. L’abbiamo chiusa con tranquillità, nonostante il dolore. Siamo amici ora, ci vediamo ogni tanto ed è davvero una brava persona. Dopo di lui ho detto “basta ragazzi”. C’è stata qualche piccola traumatica parentesi postuma ma non mi sono lasciato andare. Uno degli eventi più belli di quest’estate è stato il gay pride. Da un po’ di tempo ho preso le distanze dalla comunità LGBT locale, non mi piace conformarmi e essere parte di un giro. Capiterà raramente di vedermi in una discoteca gay, non è il mio ambiente. Ma il Pride… nulla è meglio del Pride! Mi spiace che i giornali vogliano farlo vedere come una parata di fenomeni da baraccone giusto per alimentare uno stereotipo, non è per niente così. Mi sono sentito un leone dopo quella manifestazione. Fiero di me stesso come non mai, e non per farmi vedere o per essere carne da macello, bensì perché ero in piazza, per I MIEI DIRITTI. Ho un amico che abita in Sardegna, non dico che sia un amico stretto, ma è una persona che ti rimane impressa: incredibilmente buono e solare. Lo conobbi su Facebook e mi disse che ci saremmo visti in estate, e così fu. Mi chiese di vederci a Piacenza, in compagnia di una sua amica e del suo ex ragazzo. “Che ansia!” pensai, invece fu proprio quel suo ex ragazzo a tramortirmi. Non me l’aspettavo, non così presto, non ero psicologicamente pronto. Eppure mi sono buttato. Qualcuno direbbe che non ho tenuto davvero al mio ex ragazzo, ma nessuno può giudicare questa situazione senza viverla. Ricordo che stavo tornando a casa da Piacenza e avevo le farfalle nello stomaco, continuavo a pensare a quel sorriso così dolce e al fatto che mi sarebbe piaciuto rivederlo. Dunque ho cominciato a uscire con questo suo amico, ricordo il nostro primo bacio con particolare simpatia per aver esclamato subito dopo: “questo sì che è un bacio!” e così, giorno dopo giorno ci siamo affezionati sempre più l’uno all’altro, e ora lui è il mio ragazzo. Non abbiamo il tipico rapporto da “amore tesoro tvtb 4ever” che c’è tra morosi, ci vogliamo un bene pazzesco ma tra di noi c’è anche una bellissima amicizia, senza quella non si può costruire una relazione. Un altro enorme spunto di riflessione l’ho avuto quando un mio amico (ora non ce l’ho con lui giuro, ma in compenso ho iniziato a odiare Katy Perry) ci ha provato con il mio ex ragazzo incurante del fatto che, nonostante mi fossi già rifatto, potesse dispiacermi. Da lì ho iniziato a riflettere profondamente su due valori: bellezza e amicizia. La bellezza è davvero così importante? Sono tutti veri amici? Dunque ho questo blog, ci scrivo cose più o meno personali, ma mai un nome. I social sono un lurido mercato di carne su cui sono giusto per spammare i miei brani ai miei amici e tenermi in contatto con loro. Sto realizzando di avere davvero pochi veri amici gay, forse meglio così. Ah, mi hanno schifosamente bocciato alla teoria della patente con 5 errori, che tristezza. Rifarò l’esame presto. Poi ho conosciuto alcuni nuovi amici che sanno come trattarmi, mi ascoltano e mi vogliono davvero tanto bene, e io cerco di fare tutto il possibile per renderli felici. Quest’estate non sono stato tanto capace di mantenere i miei propositi riguardanti la mia linea, volevo dimagrire e sono ingrassato, mi sono rasato a zero e ho pianto la mia bruttezza. Ho pianto i miei lati peggiori, perché so di averne, ho pianto il fatto di non avere tutta questa attrattiva, ho pianto il fatto di non essere abbastanza per me stesso molte, molte volte. Ho conosciuto i miei limiti, ho fatto camminate infinite e passato giornate in casa. Tante volte avrei voluto essere lontano da qui e tante altre volte avrei voluto fermare il tempo. Il termine “pregare” è legato alla mia realtà e a molte riflessioni anche religiose fatte durante l’estate. Lego il termine “pregare” al mio rapporto con la Natura, con Dio e con la confusione religiosa e filosofica che ho in testa da tempo. Con l’album non è andata esattamente come mi aspettavo. Ho delle ottime canzoni in repertorio, ma le sento parte di una storia ormai andata. Non vedo l’ora di registrarle così come non vedo l’ora di scriverne delle nuove. Ne ho scritta una al mio fidanzato e spero tanto di stupirlo. Oggi ho portato il mio ragazzo a Lodi e ha conosciuto le mie amiche, parte della mia realtà scolastica e non, ha conosciuto persone che illuminano la mia quotidianità durante la scuola. Sono felice. Più di ieri. Non sarò magro per il mio compleanno, ma al mio ragazzo piaccio così, mamma non si preoccupa per eventuali disturbi alimentari immaginari e papà dice che con tutta questa barba sembro un terrorista. Però sono felice, quindi posso dire che questi 10 KG presi nell’ultimo anno sono dieci KG di pura felicità che cercherò di buttare giù.

Auguro a tutti voi un nuovo anno scolastico pieno di bei voti, lunghi pomeriggi in biblioteca, serate speciali e persone speciali. Mi sono commosso per quest’ultima frase, sono un pirla. 🙂

L’Accidioso Errante

Ps: Leggetevi Siddharta di Hesse, vi cambierà.