La rabbia e le sue radici amare.

Per un po’ di tempo ho smesso di scrivere perché mi è stato suggerito che questo blog fosse troppo personale, troppo spontaneo e troppo aperto agli altri. Forse è vero, dunque farò delle modifiche. Direi basta  con alcuni racconti sulla mia vita privata, direi basta al parlare direttamente di me, direi di generalizzare e parlare a metafore, che tanto chi vuole intendere intenda, gli altri in camper e sono già un comico migliore di Siani a Sanremo. Stasera sono fottutamente arrabbiato, e anche se non voglio fare nomi voglio parlare di questa rabbia che a volte mi sorprende quando meno me lo aspetto, quando la mente naviga. La mia rabbia esplode perché la gente è ingrata, perché sono tutti bravi a usarti e gettarti, perché sono tutti bravi a sbatterti in faccia di stare bene, sono tutti capaci di dimenticare di aver significato qualcosa, non importa cosa. Siamo talmente di passaggio nelle vite delle persone che non ci riservano nemmeno il privilegio di essere riconoscenti, di ricordarci a distanza di mesi, di anni. Dunque diventiamo facce senza nome, smorfie davanti a incontri casuali, argomenti evitati e tutto ciò che mira a portarci a fondo di un iceberg di alcol e frivolezze. So che ciò che sto scrivendo sarà probabilmente comprensibile solo da me, poco importa, stasera va così. Voglio prendere questa rabbia e farne qualcosa di meraviglioso, farne le ossa che non potrai spezzare più (citando la mia adorabile Maria Antonietta), prendere i miei giorni di perle e trasformarli in una collana talmente bella da lasciarti senza parole. Voglio trasformare tutto il dolore e la rabbia in qualcosa di immenso, in funzione di me. Le radici della mia rabbia assorbono acqua solo quando si scontrano con la vuota e amara verità dei fatti, d’altronde ci sono tantissime radici amare.

Io sono le ossa che non puoi spezzare più.

L’Accidioso Errante

Giorno 3: l’automobile.

Quando ero piccolo non ero minimamente interessato alle automobili. L’auto dei miei sogni, nonostante ciò, era il vecchio Maggiolone con la scritta “vendesi” nella via parallela alle scuole elementari. Questo disinteresse verso il mondo delle automobili è stato fatale in questo clima da patente poiché ogni segnale stradale, da buon ciclista il quale sono, per me è sempre sembrato più complicato della norma. Mamma ha cambiato diverse auto nel corso della nostra permanenza in questo monotono paesino, ma è da anni che possiede il classico “pandino verde acqua” e mio padre ha il solito fuoristrada di cui non ricordo il nome. Per me guidare un’auto significa davvero tanto, è l’aprire una porta verso una nuova routine, dal momento in cui la mia vita sociale e i miei hobby sono sempre stati limitati da quattro dannatissimi km. Da piccolo mi meravigliavo di come la mentalità delle persone e il loro modello caratteriale cambi da un paesino all’altro. Lo stesso vale per le città, ho conoscenze in tutta Italia che mi raccontano di “città scortesi” o all’ennesima potenza del “fine living”. Poi ci sono io che non mi sono mai sentito davvero parte di alcuna città. Il mio paesino mi è sempre stato stretto, Pizzighettone è bella ma non ho mai legato eccessivamente con nessuno, Cremona era bella ma troppo piccola per il mio animo cosmopolita nascente e Lodi sembra calzarmi abbastanza bene al momento. Le montagne, qualcuno mi porti nuovamente verso Trento e mi lasci lì.

C’eravamo quasi.

L’Accidioso Errante

Registrazione di ieri e altre cose belle.

Sono ancora elettrizzato da ieri! Avrei voluto scrivere già ieri sera ma sono arrivato a casa alle 21 ed ero KO, mi sono dunque risparmiato per oggi. Ho registrato i brani e ci ho messo tre ore al posto di due, la mia voce era un po’ titubante per via del raffreddore ma sono sicuro che il risultato sarà meraviglioso. Aspetterò a farlo uscire, per questioni varie. Ma intanto sarà fatto, sarà qui pronto, potrò pensare a come promuoverlo e non so ancora come orientare tutto ciò. Spero solo che mi aspetti molta bontà. Sono felice. Mi spiace non dire di più, ma è tutto talmente emozionante che mi mancano le parole. Quanto a oggi, è stata una giornata carina! Ho saltato scuola poiché saremmo usciti alle 10.45, e avendo il pomeriggio occupato ho scelto di studiare per un’ interrogazione di domani (cultura medico-sanitaria) andando nella mia cara vecchia Biblioteca Laudense. Ho però scoperto una meraviglia mai visitata prima d’ora e nata da poco a Lodi: Il caffè letterario. Mi sono recato lì con la scusa di prendere un caffè e alla fine sono rimasto lì tutta mattina. Ho studiato bene, in silenzio e in un ambiente piacevole. Nel primo pomeriggio sono andato a prendere il mio ragazzo davanti a scuola, oggi festeggiamo due mesi! Si sta progredendo positivamente e lui è sempre più una figura importante della mia realtà. Siamo stati un po’ a Lodi, seduti su una barca a burlarci della mia paura degli insetti e abbiamo fatto quattro passi.

Sono tornato a casa con il sorriso sulle labbra.

L’Accidioso Errante

PS: Ieri la scuola ci ha portato a Teatro per uno spettacolo sul genocidio armeno. Tra gli attori e le attrici vedevo un volto familiare… si trattava di Francesca Di Cara! È cresciuta tantissimo da quando faceva la Piccola Linda nella serie tv “Il Mammo” con Enzo Iacchetti. Sono rimasto meravigliato, guardavo quella serie da piccolo, la domenica, insieme a mia mamma. Concludo salutando Beatrice, una mia lettrice assidua (che tenerella!) che ho incrociato oggi in bici insieme al mio ragazzo. ❤ Ciao cara!

-1 alla registrazione.

La giornata di domani dovrebbe essere una delle più belle della mia vita… diamine, registrerò il mio primo album! Per portarmi avanti con gli impegni ho studiato per un’ interrogazione di cultura medico-sanitaria sulle malattie esantematiche fin da domenica mattina alle 6,30. Quest’anno non mi concedo studiate dell’ultimo minuto e mi divido il lavoro in parti come mi spiegarono in terza elementare…finalmente l’ho capito! Dovreeeebbe essere la migliore della mia vita, ma come di consuetudine nell’esistenza dell’ Accidioso Errante in qualsiasi cosa c’è un MA, quel qualcosina che fa girare le palle quando tutto va bene: Ci sono i testi, la grinta, la  felicità… manca la voce. Eh sì. Giustamente qualcuno nella mia classe ha pensato bene di prendersi il raffreddore, e uno dopo l’altro ci siamo infettati tutti neanche stessimo giocando con il Domino. È da ieri che campo a Paracetamolo, succo di limone ovunque, rimedi della strega, rimedi della nonna, preghiere e quant’altro. Ho una sciarpa in ogni improbabile momento, mi copro come non mai e… ce la farò. Sarà una cosa stupenda, me la sento.

Ah, ho mandato l’iscrizione per un Workshop veramente carino, ma vi dirò di più non appena saprò l’esito della mia proposta d’iscrizione. Non vedo l’ora di vedere cosa mi riserva il futuro.

L’ Accidioso Errante

Un nuovo Pokémon in famiglia e altre cose.

Solitamente, nell’universo Pokémon, un buffo professore ti dona un adorabile mostriciattolo e lì inizia la tua avventura. Nel mio caso ho ricevuto un regalo di compleanno da C, un amico che non è riuscito a venire al mio compleanno. Si è presentato stamattina in stazione con un sacchetto con su un bigliettino con scritto “Nicola usa scarto”. Ho scartato il sacchetto e giunto a un altro sacchetto la scena si è ripetuta, ho scartato il tutto e ho trovato un CHESPIN. È un Pokémon starter della sesta generazione dei Pokémon, molto carino. Nell’anime ama mangiare proprio come il sottoscritto. Sono felice! Avevo uno Psyduck una volta ma non ho idea di dove sia finito. Sono andato a scuola con il sorriso, grazie C!

Sto tentando di seguire le lezioni e mi sto superimpegnando! Dopo scuola sono andato con le mie compagne a mangiare fuori, io il Kebab (faceva straschifo e il kebabbaro era un incompetente) e loro del cibo cinese. A patente è andato tutto bene, sto migliorando. Successivamente ho visto due amiche di vecchia data che stanno lavorando per l’Herbalife e mi sono fatto fare un paio di test sul peso e sulle mie abitudini alimentari e… Probabilmente fino a questo momento ho sbagliato tante cose e ne ho prese in considerazione altre. Questa giornata mi ha dato moltissimi spunti di riflessione per i giorni a venire.

Buonanotte.

L’Accidioso Errante

large

Il “mangia, prega, ama” dei poveri: La mia estate.

Sapevo che prima di iniziare la scuola avrei scritto questo post. Parlare di quest’estate è strano: si dice che la quarta superiore sia “l’anno di transizione” e pare valga anche per l’estate annessa. L’ho iniziata in modo modo molto travolgente: un tirocinio in Liguria di una settimana con dei ragazzi diversamente abili. Avrei voluto viverlo con entusiasmo ancora maggiore, è stato divertente ma non riuscivo a smettere di pensare al mio ex ragazzo, le cose non stavano più andando tanto bene. Quest’esperienza con i diversamente abili mi ha formato tanto: Amo il modo in cui ridono di piccolezze, la loro semplicità mi ha oltrepassato il cuore aprendo le porte a un percorso di riflessione durato un’estate intera che mi ha portato a veri cambiamenti. Finito il tirocinio sono tornato a casa, il rapporto col mio ex ragazzo era giunto a un punto di limite e ho sentito il bisogno di porre la parola fine alla nostra storia d’amore. L’abbiamo chiusa con tranquillità, nonostante il dolore. Siamo amici ora, ci vediamo ogni tanto ed è davvero una brava persona. Dopo di lui ho detto “basta ragazzi”. C’è stata qualche piccola traumatica parentesi postuma ma non mi sono lasciato andare. Uno degli eventi più belli di quest’estate è stato il gay pride. Da un po’ di tempo ho preso le distanze dalla comunità LGBT locale, non mi piace conformarmi e essere parte di un giro. Capiterà raramente di vedermi in una discoteca gay, non è il mio ambiente. Ma il Pride… nulla è meglio del Pride! Mi spiace che i giornali vogliano farlo vedere come una parata di fenomeni da baraccone giusto per alimentare uno stereotipo, non è per niente così. Mi sono sentito un leone dopo quella manifestazione. Fiero di me stesso come non mai, e non per farmi vedere o per essere carne da macello, bensì perché ero in piazza, per I MIEI DIRITTI. Ho un amico che abita in Sardegna, non dico che sia un amico stretto, ma è una persona che ti rimane impressa: incredibilmente buono e solare. Lo conobbi su Facebook e mi disse che ci saremmo visti in estate, e così fu. Mi chiese di vederci a Piacenza, in compagnia di una sua amica e del suo ex ragazzo. “Che ansia!” pensai, invece fu proprio quel suo ex ragazzo a tramortirmi. Non me l’aspettavo, non così presto, non ero psicologicamente pronto. Eppure mi sono buttato. Qualcuno direbbe che non ho tenuto davvero al mio ex ragazzo, ma nessuno può giudicare questa situazione senza viverla. Ricordo che stavo tornando a casa da Piacenza e avevo le farfalle nello stomaco, continuavo a pensare a quel sorriso così dolce e al fatto che mi sarebbe piaciuto rivederlo. Dunque ho cominciato a uscire con questo suo amico, ricordo il nostro primo bacio con particolare simpatia per aver esclamato subito dopo: “questo sì che è un bacio!” e così, giorno dopo giorno ci siamo affezionati sempre più l’uno all’altro, e ora lui è il mio ragazzo. Non abbiamo il tipico rapporto da “amore tesoro tvtb 4ever” che c’è tra morosi, ci vogliamo un bene pazzesco ma tra di noi c’è anche una bellissima amicizia, senza quella non si può costruire una relazione. Un altro enorme spunto di riflessione l’ho avuto quando un mio amico (ora non ce l’ho con lui giuro, ma in compenso ho iniziato a odiare Katy Perry) ci ha provato con il mio ex ragazzo incurante del fatto che, nonostante mi fossi già rifatto, potesse dispiacermi. Da lì ho iniziato a riflettere profondamente su due valori: bellezza e amicizia. La bellezza è davvero così importante? Sono tutti veri amici? Dunque ho questo blog, ci scrivo cose più o meno personali, ma mai un nome. I social sono un lurido mercato di carne su cui sono giusto per spammare i miei brani ai miei amici e tenermi in contatto con loro. Sto realizzando di avere davvero pochi veri amici gay, forse meglio così. Ah, mi hanno schifosamente bocciato alla teoria della patente con 5 errori, che tristezza. Rifarò l’esame presto. Poi ho conosciuto alcuni nuovi amici che sanno come trattarmi, mi ascoltano e mi vogliono davvero tanto bene, e io cerco di fare tutto il possibile per renderli felici. Quest’estate non sono stato tanto capace di mantenere i miei propositi riguardanti la mia linea, volevo dimagrire e sono ingrassato, mi sono rasato a zero e ho pianto la mia bruttezza. Ho pianto i miei lati peggiori, perché so di averne, ho pianto il fatto di non avere tutta questa attrattiva, ho pianto il fatto di non essere abbastanza per me stesso molte, molte volte. Ho conosciuto i miei limiti, ho fatto camminate infinite e passato giornate in casa. Tante volte avrei voluto essere lontano da qui e tante altre volte avrei voluto fermare il tempo. Il termine “pregare” è legato alla mia realtà e a molte riflessioni anche religiose fatte durante l’estate. Lego il termine “pregare” al mio rapporto con la Natura, con Dio e con la confusione religiosa e filosofica che ho in testa da tempo. Con l’album non è andata esattamente come mi aspettavo. Ho delle ottime canzoni in repertorio, ma le sento parte di una storia ormai andata. Non vedo l’ora di registrarle così come non vedo l’ora di scriverne delle nuove. Ne ho scritta una al mio fidanzato e spero tanto di stupirlo. Oggi ho portato il mio ragazzo a Lodi e ha conosciuto le mie amiche, parte della mia realtà scolastica e non, ha conosciuto persone che illuminano la mia quotidianità durante la scuola. Sono felice. Più di ieri. Non sarò magro per il mio compleanno, ma al mio ragazzo piaccio così, mamma non si preoccupa per eventuali disturbi alimentari immaginari e papà dice che con tutta questa barba sembro un terrorista. Però sono felice, quindi posso dire che questi 10 KG presi nell’ultimo anno sono dieci KG di pura felicità che cercherò di buttare giù.

Auguro a tutti voi un nuovo anno scolastico pieno di bei voti, lunghi pomeriggi in biblioteca, serate speciali e persone speciali. Mi sono commosso per quest’ultima frase, sono un pirla. 🙂

L’Accidioso Errante

Ps: Leggetevi Siddharta di Hesse, vi cambierà.

Un gioiosissimo primo di Settembre.

Caro blog (potrei scrivere “caro diario” ma sul diario parlerei molto più acidamente di certi soggetti).

Quella di oggi è stata una giornata molto bella. In mattinata sono stato a Milano con un mio caro amico dalle parti di Porta Venezia, abbiamo fatto un giro e mangiato al ristorante cinese in modalità all you can eat. Non ricordo il nome del posto nonostante io abbia il biglietto da visita nel portafoglio, ma direi di aver mangiato davvero bene. Successivamente abbiamo fatto un giro in centro scoprendo che la Disney ha acquistato i diritti per Star Wars… mi chiedo francamente come mai. Ma non è un problema. Successivamente ho preso un treno schifosamente in ritardo e sono partito alla volta di Piacenza. Seduta di fronte a me avevo una signora sulla sessantina che continuava a sorridere indossando una maglietta grigia con su scritto “I Love Lady GaGa”. Solitamente non noto come sia vestita la gente, ma avendocela di fronte ci ho fatto caso e ho iniziato a sorridere anche io. Sono arrivato a Piacenza e ho passato un bel pomeriggio con il mio ragazzo per festeggiare un mese di relazione. Avevamo entrambe il timore che l’altro ci avesse fatto un regalo quando entrambi eravamo a mani vuote, ci abbiamo riso su. Mi piace la chimica che si crea con lui, credo che sia abbastanza rara. Tornando a casa ho incontrato uno sterminio di treni soppressi e dalle 18.30 sono arrivato a casa alle 20.00. Ho bevuto il mio thé ed ora sono qui.

Leggo gente che si lagna di questa giornata, primo settembre 2014. Io sono così felice e non vedo l’ora inizi la scuola. Quest’ estate è stata piacevole ma ho bisogno di darmi dei ritmi, anche se si parla di quinta superiore. Non nascondo che inizio a sentire la pressione immensa che un po’ mi spegne durante l’anno scolastico, ma dall’altro lato voglio viverlo come un’esperienza, soprattutto da un punto di vista individuale. Ho iniziato a dare un vero valore alla conoscenza, posso non apprezzare parte di un’istituzione ma non smetterò mai di amare la scuola.

L’Accidioso Errante