Ma sto seriamente parlando di ciò?

Oggi ho un comportamento decisamente strano: Mangio, cucino, mi commuovo per sciocchezze. Ho iniziato la giornata guardando un paio di puntate di My Mad Fat Diary su consiglio di un mio amico, una serie su una ragazza obesa che esce da un istituto per persone con disturbi particolari e si ritrova ad affrontare la realtà con le proprie grasse e grosse ansie. Sotto alcuni aspetti credo di averla capita fin troppo bene, dall’altro lato era tutto un po’ enfatizzato, ma in ogni caso consiglio a tutti questa serie.  Per il resto ho deciso di darmi ai fornelli: Mi sono cimentato in una pasta al tonno con cannella e rosmarino: inaspettatamente molto buona, peccato che mi sia scottato con l’acqua bollente spostando il pentolino da un fornello all’altro. Dopo aver guardato un po’ di serie TV su Joi ho pensato: cuciniamo qualcos’altro! Dunque seguendo qualche ricetta su internet ho fatto (dopo aver buttato via un impasto, fatto fare un giro alla lavastoviglie, lavato la cucina) delle Crêpes con ripieno di crema al cioccolato. Mi sono sentito realizzato! Cioè, ho davvero cucinato qualcosa di così complesso? Peccato che a forza di monitorare i miei tentativi ero talmente nauseato da non mangiarle come dolce, dopo cena.

Ma seriamente sto parlando di ciò? 

Con un titolo del genere a questo post vi aspettavate nozioni di sessuologia? Giuro che non mi spiacerebbe studiare qualcosa del genere. Al primo posto c’è Comunicazione, poi beni culturali e lingue. Se non fosse tutto comandato dagli amici di Gesù studierei teologia, la storia delle religioni è molto interessante. Ok. Dopo aver raccontato la mia giornata “produttiva” sto usando un sito che si chiama WatchOut4Snakes.com per trovare una parola chiave per un imput legato all’articolo di stasera, ma escono cose allegre come Ambiguità, Omicidio etc. Mi arrangerò. Non capisco come faccia io ad essere così stanco dopo una giornata dove ciò che ha lavorato maggiormente è il mio stomaco.  Inizierò a dire cose a caso. Qualcuno direbbe “ma perché tieni un blog se non sai di cosa parlare?” oggi non ho stimoli esterni rilevanti, è stato leakato il nuovo cd di Ariana Grande è una bomba, ma non ho un blog di musica. Sarebbe stato il mio sogno sinceramente, i blog di musica tendono a essere di parte e a valorizzare le tre idiotine sopravvalutate in voga ora che tanto adoro, sarei stato certamente equilibrato e avrei valorizzato anche altri autori meno famosi. Prima o poi scriverò un libro di fiabe. Dopo quest’album voglio cambiare genere e comprarmi una chitarra. 

Ok, sono troppo stanco per un brainstorming che sembra più un’intervista a me stesso, vado a docciarmi!

L’Accidioso Errante

Contesti sociali.

Per colpa della pioggia ho passato un’accidiosissima giornata a pulire casa. Pokémon e pulizie mi stanno uscendo dagli occhi per quanto io ami la tranquillità. Mi sono iscritto a Pinterest, seguitemi QUI. Oggi vorrei riflettere sul nostro valore rispetto ai contesti sociali, sui ruoli che interpretiamo e su come cambiamo totalmente. L’altro giorno pensavo al fenomeno del bullismo, a come spesso i peggiori teppistelli siano gli amori di mamma e la gloria della famiglia. Pensavo a come ci rendiamo differenti in base alle realtà che abbiamo davanti. Sono uno studente modello per i professori, un outsider che dice cose strane per i miei compagni di classe, sono “Modello presso: Burger King” per me stesso, sono solitamente cordiale con tutti e i miei genitori credono io abbia la testa chissà dove. Non credo ci si fermi spesso a pensare a come ci comportiamo, certi atteggiamenti sembrano quasi innati. C’è anche il modello inverso al mio: Odiati dai professori, un leader per i compagni di classe, il maschio alfa della compagnia di amici, il quale trascura di facciata la propria famiglia quando poi la considera la cosa più importante. Quanto odio le facciate. Delle volte le persone costruiscono degli insignificanti muri di apparenza utili a dare un’idea falsa di sé a chi finge interesse nei loro confronti. È l’esempio di una persona che conosco e della quale continuo a scrivere frasi perfide che continuo a cancellare: Si pone di persona e attraverso i social come colui che ha la vita perfetta, con amici che lo adorano e il ragazzo perfetto, tralasciando gli scheletri nell’armadio che ad Halloween farebbero furore e tutte le cose che non conviene dire. Anzi, credo di aver detto troppo, potrei passare da accidioso a acido, da evitare! Credo che il discorso delle facciate sia strettamente legato ai social network. La gente crederebbe a qualsiasi cosa, c’è davvero gente che crede a Tanisha! (Una lunga storia all’insegna del trash che un giorno racconterò) Vedo gente che fa la ricca quando poi so per varie ragioni che ha determinate difficoltà. Non dico che una persona debba scrivere su un social “Non sono riuscita a pagare le bollette!” ma neanche mettere in piedi teatrini di apparenze al fine di ricavarne dei like e un po’ di approvazione sociale!

È giusto che ognuno di noi crei i propri scudi rispetto alla società, ma evitate di arrivare al limite del ridicolo, suvvia!

L’Accidioso Errante

 

Pokémon pt. 1

Che giornata accidiosa! L’ho passata a nerdare sul tablet di mia madre (gli Android sono davvero poco stabili!) e al computer. Ho poi mandato degli inviti per il mio 19esimo compleanno e ho guardato episodi random dei Pokémon, un film di un’oretta su codesti e uno di Yu-Gi-Oh. Una giornata incredibilmente poco produttiva. Tant’è che non so cosa scrivere. Potrei parlare di quanto io ami i Pokémon, ma qualcuno mi darebbe del bambinone. Anzi, parliamo di quanto io ami i Pokémon. Sono sulla soglia dei 19 anni e fosse per me vivrei nel mondo dei Pokémon, andrei in giro con il mio Jigglypuff e chiamerei la gente per dire quanto sia figo il mio Pokémon, come Gennaro Bullo. E invece no, se ti piacciono i Pokémon sei automaticamente un tardone. Ma dove? La gente ha mai giocato a Pokémon? Più escono giochi e più le trame e i dettagli risultano più complessi. Non so come siano le entrate della Game Freak, ma credo che il target si sia spostato dai bambini delle elementari ai piccoli adulti che sono cresciuti con i giochi Pokémon. Un po’ come dovrebbe fare Avril Lavigne, dovrebbe fare musica matura al passo con la sua maturità personale per assecondare le ormai ex emo-girls e i nostalgici con i capelli pieni di meches (riferimenti ad un mio amico palesi, ciao Uggy) e invece no, canta brani come Hello Kitty.

HELLO KITTY.

H E L L O K I T T Y .

A breve usciranno i remake di Pokémon Rubino e Zaffiro. Credo sia seriamente giunto il momento di trovare e acquistare un Nintendo 2Ds o 3DS. Ricordo quando iniziai a giocare a Pokémon. Mio cugino mi prestò Pokémon Cristallo e il mio Gameboy color cambiò totalmente musica rispetto a Tetris e Warioland, giochi che usavo in precedenza. Il mio starter preferito era Chikorita, un pokémon di tipo Erba con una foglia in testa. Successivamente mi procurai la versione inglese di Pokémon Rosso, uno dei primi giochi Pokémon mai usciti. Passarono gli anni e uscirono Pokémon Rubino, Zaffiro e Smeraldo. Ricordo una calda estate a Catania dove mi venne regalato un Gameboy Advance SP con la retroilluminazione da una zia, con Pokémon Zaffiro annesso. Fu così che, mentre io dormivo, mamma giocava a Pokémon. Nacque tutto anni prima, insegnai a mia mamma a “salvare il gioco” con Cristallo quando, alla mattina, salivo sull’autobus per portarmi in quella mafia che era la scuola elementare. Mamma sarebbe una brava allenatrice, e anche mia Zia: le dai il Gameboy in mano e dopo due ore hai battuto la lega Pokémon dal nulla. Dopo qualche anno giunsero i Nintendo e il primo gioco che acquistai fu Pokémon Perla se non ricordo male. Ebbi anche Pokémon Heart Gold, il mio grande amore che qualche infame mi ha rubato durante una festa a casa. Ora aspetto di avere qualche soldo e prendere il 3DS (o il 2DS, ma il 3 credo sia meglio) con Pokémon X o Y. 😀

 

I Pokémon vanno oltre, per chi ci gioca significano molto di più. Per qualcuno potrà sembrare un discorso idiota, ma per me non lo è assolutamente.

Ho sonno, ma questo argomento verrà approfondito.

L’Accidioso Errante

 

Le origini del Ferragosto.

Ho appena finito di cenare e francamente mi sento una palla rotolante. Amo le “festività” ma in momenti come questi odio avere uno stomaco. Non è il compleanno di Gesù, né la sua resurrezione. Non si parla di nient’altro che di Ferragosto. La gente mi ha chiesto fino a pochi giorni fa cosa facessi a Ferragosto. Ho dunque iniziato a chiedermi: Ma è davvero così importante?

Stamattina ho mandato un messaggio a una mia amica che al momento si trova nel Regno Unito dicendole “Have a nice IronAugust” o qualcosa del genere. Pensavo di aver scritto un’italianata di quelle che ogni tanto escono a tutti, ma ho scoperto giusto ora che IronAugust esiste davvero.

Non ho particolari pensieri da esporre, oggi. Magari sì, ma sono nel mio stomaco, sotto a tutta la carne (mi sta salendo il vegetarianesimo), dunque ho fatto una breve ricerca sul Ferragosto e sulla sua ragion d’essere.

Tanto tempo fa l’imperatore romano Augusto amava fare party hard dal primo giorno di agosto per celebrare la raccolta dei cereali, la parola Ferragosto deriva da Feriae Augusti ed è nata come una festa pagana. Schiavi, serve, ricchi e ricchissimi:Tutti potevano prendere parte a questi festeggiamenti celebrati tra cibo, alcol e orgioni. Dapprima si festeggiava in settembre, ma Augusto spostò la festa all’inizio del mese che porta il suo nome. Con l’affermarsi del Cristianesimo, non si poteva certamente sradicare la festa delle feste! Si decise dunque di continuare a far vivere codesta festa attraverso la celebrazione dell’Assunzione in cielo di Madonna.  Durante il ventennio fascista (cari populisti, potete aggiungere questa alle “cose buone ke il vstr Benny Muxoliny del kuore ha ftt x l’Italya”) venivano organizzate centinaia di gite popolari grazie ai “Treni Popolari di Ferragosto”, con prezzi scontatissimi. A pensarci Trenitalia fa una cosa del genere e questo mi fa pensare, l’idea per quanto sia di origine fascista non è male. Anche le classi sociali meno abbienti potevano visitare città e raggiungere località solitamente costose.  Esistevano determinati pacchetti di uno o più giorni dove non era compreso il vitto, così nacque la tradizione annessa del pranzo al sacco.

Wikipedia dice che a Il piatto tradizionale per eccellenza del pranzo di Ferragosto è il piccione arrostito. A me i piccioni piacciono, è divertente guardarli mentre muovono il collo, ma non credo ne mangerei mai uno.

Buon IronAugust. 😛

L’Accidioso Errante

 

Metafore di una giornata a metà

In questo preciso istante provo sulla pelle una piacevole quanto terribile sensazione di dualismo. Da un lato mi sento terribilmente fragile, dall’altra possente, quasi inscalfibile. Quando mi sento così ascolto quella scia di cantanti indie Italiani da ragazzina alternativa in guerra col mondo come Le Luci Della Centrale Elettrica, La Fame Di Camilla, i Tre Allegri Ragazzi Morti, Maria Antonietta e altri. Inizio ogni post pensando che non ho un argomento preciso, e non ce l’aveva neanche lui, mentre provava a scrivere una canzone. Impugnava la chitarra come se fosse un’arma da guerra e sparava alla sua realtà senza mai ferire nessuno. Aveva voglia di suonare per l’intera notte, ma aveva paura di distruggere una ad una le corde di quel magnifico strumento, di ledere in qualche modo la bellezza complessiva di quei brividi che provava suonando. Eppure lui non voleva nient’altro che stare seduto su quella sedia, con la sua chitarra. Suonava accordi così prematuri, a volte nemmeno li azzeccava. Doveva farsi venire i calli alle dita, dopo aver cambiato totalmente strumentazione. Forse voleva davvero pensare a tutti i pianeti raggiungibili da lì, o forse voleva autoritrarsi con le note mentre lentamente partiva per un pianeta sconosciuto. Era tutto così surreale che anche lui stentava a crederci. Per alcuni tempi si chiese quale fosse il punto d’origine del suo amore per la musica. Certe cose hanno davvero un inizio? O magari sono scritte in un disegno più grande di noi, come quando segui un tutorial per fare un disegno, e all’improvviso due tratti a matita fatti in due momenti diversi si scontrano, la matita diventa penna e tutto il resto scompare, rimangono solo quei tratti indelebili, di tutto il resto rimangono segni che sembrano perdere senso. Forse la musica è una questione di contingenza, eppure certe canzoni erano indimenticabili. Non riusciva a dimenticare tutte quelle melodie che sorgevano e tramontavano nella sua mente, quelle nate per metà. Eppure la sua mente era un iPod pieno di musica in riproduzione non troppo casuale, dove sperava che la batteria non si esaurisse mai.

Metafore di una giornata a metà.

L’Accidioso Errante.

Ringraziamenti e diari segreti.

Sono stanchissimo. Ieri sera un’amica ha dormito da me e ci siamo svegliati presto stamattina. Sono andato in un paese del cremonese a una quarantina di minuti di auto da me, dove ho cantato tutto il giorno per preparare un live per dare una mano a un mio vecchio compagno delle superiori. Ieri notte a mia madre si è rotta l’auto mai una gioia e me la sono fatta dal mio paesino alla stazione dei treni a piedi e viceversa, e quattro Km a piedi dopo una giornata stancante non sono il massimo. Non so di cosa parlare. A volte vorrei non aver mai pubblicato questo blog sul mio profilo di Facebook, così potrei parlare più liberamente di amicizie rovinate, di infami, di persone che non sono quello che sembrano e vi assicuro che sono pieno di sassolini nelle scarpe, anche perché altrimenti non saprei come faccio a distruggere ogni paio di Vans che acquisto Non avrei il timore dei classici “amici” che si sentono presi in causa. Vi comunico con gioia che ieri ho superato le 1000 visite col blog, dopo poco più di una settimana. Francamente non so se siano tante o meno, ma mi capita di ricevere anche messaggi privati di gente che si complimenta per quello che scrivo e…grazie, davvero. Sono solo all’inizio ma questa finestra virtuale sa essere una buona valvola di sfogo, nonostante io la censuri dall’esprimermi totalmente. Da piccolo (e anche recentemente) ho sempre filtrato ciò che scrivevo sui miei vari diari segreti per paura che qualcuno li leggesse. Il contesto del diario segreto è indubbiamente piacevole, richiede una certa cura, costanza e può essere molto piacevole ritrovarli dopo anni. I primissimi diari segreti li ho avuti a 7 anni. Avevo un compagno di classe alle elementari, credo fosse il mio migliore amico. Ricordo che prendevamo dei quadernetti, o piegavamo molti fogli a metà per poi metterci lo scotch e facevamo questi diari. Che segreti avrebbero potuto avere due bambini di 7 anni? Indubbiamente nulla di shockante, forse era appunto l’ingenuità con cui scrivevamo a sorprendermi, ripensandoci. Ricordo che erano gli anni del delitto di Cogne. Sul mio diario avevo inventato un giornale che titolava “Anna Maria Franzoni è innocente”. Pensarci mi fa seriamente ridere, penso al me, bambino, che apprende ciò che la TV gli narra senza assorbirne il vero significato. Chissà perché mi stava così simpatica la Franzoni, probabilmente ha un po’ la faccia da catechista. Andando avanti con gli anni, ricordo che riempivo un diario segreto di disegni su Doremì e le sue amiche, la mia idola incontrastata è Sailor Moon, ma per qualche anno non l’hanno più mandata in onda. Tra una cosa e l’altra spuntava sul mio diario: “La zia di P.ha visto un signore morto a bordo della strada, preghiamo per lui!” e di seguito l’eterno riposo. Ero un bambino molto devoto, non tanto per Dio: Facevo il bravo affinché Santa Lucia, Babbo Natale e la Befana premiassero la mia bravura con tanti bei regali. Ero anche un chierichetto in chiesa! Ma la mia carriera nel mondo ecclesiastico finì poiché la mia fede andava calando ed ero un poco foto-fobico, Avevo un faretto che mi illuminava il viso e mi venivano i lacrimoni. Proseguendo con gli anni, ricordo di un diario segreto in cui parlavo ininterrottamente di una ragazza per cui mi presi una grandissima cotta in seconda media, mi ricordava molto Vanessa Hudgens. Lei è davvero bellissima, educata, intelligente, ma aveva tre anni in più di me e io mi sono allegramente scoperto omosessuale. Quando la vedo in giro sorrido, mi piace ricordarmi come un piccolo preadolescente pirletto follemente cotto di una ragazza con la A maiuscola. Nel diario successivo, relativo all’anno successivo, scrivevo spezzoni di canzoni quasi mai concluse e mi lamentavo di una ragazza che non mi corrispondeva, amava i Tokio Hotel come me e la chiamavo “Tokietta (G. che vergogna, perdonami HAHAHAHAH) ma non ricordo di aver mai finito quel diario. Arrivò la prima superiore e non ebbi un vero e proprio diario, ma continuavo a sfogarmi per una rabbia trasparente alla quale non riuscivo a dare né una forma né un senso. E fu lì che mi scoprii dapprima bisessuale e omosessuale l’anno successivo. Come dissi in qualche post passato, ebbi poi un’agenda in cui appuntavo tutto quel che facevo giornalmente, decisamente utile e piena di ricordi piacevoli e non. Infine ho avuto un diarietto fresco di 2014 che si è spappolato nel mio zaino, ma dove tra una cosa e l’altra ho scritto i testi di alcuni dei brani ai quali sono maggiormente legato.

Seriamente, non so perché ho parlato di diari segreti, sono troppo stanco per rileggere una terza volta questo post e fare l’ennesima correzione errori. 😦 😛 Sogni d’oro. 

L’Accidioso Errante

Robin Williams.

Mi sono svegliato scoprendo della morte di Robin Williams. Inizialmente ho letto Robbie, ci sono rimasto doppiamente male perché per quanto non sia esattamente il mio cantante preferito è nel mio iPod, lo ascolto abbastanza spesso. E invece si tratta dell’attore, stella di film come Una Notte Al Museo, Jumanji e Hook. La notizia mi lascia ugualmente molto dispiaciuto. Dirò sinceramente che non è stata una delle figure iconiche e di spicco della mia infanzia, ma ricordo con nostalgia i suoi film. Facebook, anche se non esplicitamente, ha i suoi argomenti trend, come Twitter. La triste morte di Robin è quello di oggi. Si parte dalle persone semplicemente dispiaciute, a chi è disperato fino a quelli “controcorrente” che dicono cose come “non ve lo siete mai filati e ora lo amate tutti, che ipocriti”. I finti fan che lo reputano qualcuno il loro Dio senza conoscerlo ci sono sempre, ma perché fare di tutte le erbe un fascio? È sempre spiacevole vedere qualcuno che in un modo o nell’altro ha fatto parte del tuo vissuto morire. Non importa fino a che punto ne avesse fatto parte, ma lascia sempre un po’ senza parole. Penso che crescendo sentirò decine di notizie come questa, non voglio essere negativo, ma anno dopo anno ci lasceranno cantanti, politici, attori, persone care. Non importa fino a che punto saranno stati speciali per noi, ma un po’ di dispiacere ci sarà sempre. Quanto alla morte, non è stata ancora accertata, ma sembrerebbe si tratti di suicidio. A quanto pare l’attore soffriva di depressione. Non voglio addentrarmi così tanto in un argomento talmente fragile, ma il suicidio è una cosa terribile. Qualcuno lo reputa un estremo atto di egoismo, io lo vedo come un completo rifiutare la vita. Mi rattrista così tanto pensare che ci sia gente che per una ragione o per l’altra sceglie di uccidersi. Non avendo mai vissuto un’esperienza di depressione così profonda non potrei mai capire cosa c’è nella mente di chi sceglie di farlo, ma quando sento anche solo una persona dire “mi ammazzo” per scherzare mi si accappona la pelle.  Ho vissuto in terza persona un lutto del genere, e non provo emozioni empaticamente piacevoli a riguardo. Dovreste pensare tutti un po’ di più prima di parlare, certe espressioni usate comunemente e mai prese sul serio potrebbero comunque infastidire qualcuno. Volevo concludere questo post con una frase di Robin, mi sono documentato su internet e ho trovato una frase che in questo contesto lascia un po’ perplessi, ma che allo stesso tempo fa riflettere:

“Io avevo paura perché non volevo crescere…perché tutti quelli che crescono prima o poi devono morire…e così scappai”.

L’Accidioso Errante