Giorno 2: credo sia una mandorla.

Il calendario dell’avvento, oggi, mi mostra una mandorla circondata da uno pseudo-merletto. Non saprei che ricordo collegare ai merletti, ma ho ricordi abbastanza  buffi riguardanti le mandorle. Ho sempre avuto una fissazione per alcune parole, queste si ripresentano spesso nei miei discorsi che a volte prendono pieghe senza senso, questa cosa credo sia cominciata da piccolo per motivi ignoti, ciò a volte mi fa sentire un po’ come Brick del telefilm The Middle, chi conosce la serie capirà. La parola di quel periodo era “mandorla”. Dunque le mandorle erano la cosa più bella del mondo dopo i Pokémon, Sailor Moon, Smackdown!, Yu-Gi-Oh! e Doremì. Nel sofferente tragitto in pulmino tra la mia frazione e il paese principale mi intrattenevo spesso con una bambina di nome Chiara, la quale, dotata di un enorme spirito di sopportazione, ascoltava tutte le boiate che le dicevo. Continuavo a chiederle cose come: “preferisci X o un gelato alla mandorla?” Il gelato alla mandorla era ovunque, eppure io non l’ho mai mangiato in quasi 20 anni di vita. Credo che solo per questo il karma si sia indebitato molto con lei, promettendole una vita di gioie e reincarnazioni Buddhiste in creature mitologiche. È buffo il fatto che al di là di questo piacevole ricordo io stia cercando di argomentare questo argomento con aneddoti sulle mandorle nella mia vita. Ma ci pensate mai? Siamo così presi dalla routine che non facciamo mai fluire la mente adeguatamente. Non pensiamo mai in modo libero a ciò che abbiamo davanti. Perché non provate a prendere il primo oggetto che vi trovate davanti  e iniziate a riflettere sul valore che ha per voi, sulla sua importanza generale e a cosa vi ricorda? Sembrerà inizialmente sciocco, ma smuovervi dalla routine dei discorsi e dei pensieri è decisamente stimolante per noi stessi.

Ok, non so più che dire delle mandorle però.

Sogni d’oro,

L’Accidioso Errante.

ARTRAVE, la mia non-recensione.

Credo che la scorsa notte sia fino ad ora la più bella della mia vita. Come tre quarti della gente che puntualmente intasa la mia Home di Facebook, sono andato a vedere l’Artrave, il meraviglioso concerto di Lady GaGa che sta girando l’Europa e il mondo intero. Come detto precedentemente, è stata una scelta abbastanza recente. Ricordo come mi sentii triste per non essere andato a vedere il Born This Way Ball Tour, dunque ho rimediato. Premetto che non ho intenzione di fare una recensione tecnica o traccia per traccia di questo tour, questo non è un blog di musica, una volta provai ad averne uno ma floppò miseramente. Non sono uno di quei Little Monster che premia ogni azione della propria cantante preferita, spesso e volentieri sono il primo a criticarla per diverse scelte musicali e stilistiche che fa. A conti fatti l’album rappresentante il tour, Artpop è molto bello, ma è decisamente diverso rispetto al precedente Born This Way, dunque rimasi inizialmente traumatizzato. La critica ha espresso pareri contrapposti, probabilmente da Lady GaGa ci si aspettava di più, sono semplicemente del parere che sia poco capita dalla critica, e che di tanti che la ascoltano pochi ne colgono davvero l’essenza e l’artisticità. Quest’artisticità di cui parlo è uscita fuori ieri sera in due meravigliose ore in cui mi sono divertito come non mai. Ho ritirato i biglietti con il mio ragazzo e un mio amico per le 18,30, ci hanno dato dei gadget del concerto: Un libro del tour, una borsina con il logo del tour, un bellissimo pass laminato che userò come collana per molto tempo e ultimo, ma non per importanza… una pistola sparabolle. Mi sento seriamente Sailor Mercury. Il concerto è stato aperto da un ragazzo il cui nome d’arte è Breedlove, non sapevo nemmeno dovesse esserci e non era male, anche se come la maggior parte degli artisti spalla di cantanti e band molto importanti è stato abbastanza ignorato. Mi permetto di dire che merita un ascolto molto più approfondito. Ha seguito Lady Starlight, la deejay amica da sempre di GaGa: Non conosco molto bene il genere, ma devo dire che è una deejay con le palle! Si muoveva come GaGa, vestita come una dei Miserabili. Forse è durata troppo, ma era piacevole a conti fatti. Con circa una mezz’oretta di ritardo, il concerto vero e proprio è iniziato. Io urlavo come se non ci fosse un domani guardandola intonare “Artpop” e mi chiedevo come potessi essere io quel ragazzo urlante. Ci sono stati diversi cambi di outfit, i miei preferiti sono stati il primo e l’ultimo. Ci ha salutati con un “Buonasera” che quello di Papa Francesco le fa una pippa. Durante il concerto ha snocciolato qualche perla in italiano che ha fatto abbastanza sorridere. Verso la fine del concerto, il pubblico le ha intonato un dolcissimo “sei bellissima” alla quale ha risposto dicendo “You are bellissima”.

La scaletta era la seguente:

  • Intro
  • ARTPOP
  • Intermission
  • (Greeting Himeros)
  • G.U.Y.
  • Donatella
  • Intermission
  • (Venus Intro)
  • Venus
  • MANiCURE
  • Just Dance
  • Poker Face
  • Telephone
  • PARTYNAUSEOUS (Interlude)
  • Paparazzi
  • Do What U Want
  • Dope
  • Yoü and I
  • Born This Way
  • Jewels N’ Drugs (Interlude)
  • The Edge of Glory (a cappella snippet)
  • Judas
  • Aura
  • Sexxx Dreams
  • Intermission
  • (MJH Intro)
  • Mary Jane Holland
  • Alejandro
  • Bang Bang (My Baby Shot Me Down)
  • Ratchet(Interlude)
  • Bad Romance
  • Applause
  • Swine
  • Gypsy

Le grandi assenti sono state a mio parere Marry The Night, Sheisse e  Dance In The Dark.

La scenografia di ogni singolo brano è stata impeccabile, non vi è mai stato un cedimento dal punto di vista vocale e il pubblico è stato ampiamente coinvolto. Uno dei discorsi più toccanti è stato quello relativo alla lettera di un ragazzo svedese che raccontava di avere avuto problemi con la propria omosessualità e di essere stato tradito dal ragazzo. Gaga l’ha fatto salire al suo fianco e ha cantato al piano Born This Way in un’esibizione davvero toccante. Al piano ha anche eseguito You And I e Dope, quest’ultima mi ha fatto venire i lacrimoni. Direttamente dal suo album Cheek To Cheek, Lady GaGa ha performato Bang Bang, brano scritto da Sonny Bono (lo storico marito di Cher) e cantato appunto da Cher. Impeccabile!

Non c’è brano più adatto di Gypsy per chiudere un concerto così bello.

Ho ballato come un matto e anche in modo molto imbarazzante, viste le mie movenze da Happy Hippo, ho socializzato con diverse persone e ne ho incontrate alcune a sorpresa. Non vedo l’ora di ripetere l’esperienza, sempre circondato da persone speciali.

Da rifare mille e più volte.

L’Accidioso Errante.

Party del 19esimo e i miei mattissimi amici speciali.

Ho lasciato perdere il blog per qualche giorno e vi chiedo scusa. Sono successe cose molto belle! Ho parlato del primo giorno di scuola, dunque dovrei ripartire da lì. Il giorno successivo era il mio compleanno. Finalmente diciannove anni! La giornata è iniziata più o meno alle cinque del mattino, con mamma che velocemente mi sveglia, mi saluta, mi fa gli auguri augurandomi buona giornata per poi scappare a lavoro. “Che tristezza!” ho pensato: “L’anno scorso mi ha svegliato con due fette di pane e Nutella, e oggi un saluto veloce.” Mi sono dunque preparato per la scuola, e scendendo al piano terra ho trovato il tavolo della cucina pieno di caramelle a formare un 19 con un cuore. Che dolce la mia mamma. ❤

Mi sono successivamente diretto verso Lodi, dove qua e là mi hanno riempito di auguri di buon compleanno, i miei compagni di classe e la prof di francese mi hanno cantato la versione francese del canto dei tanti auguri, stavo morendo dal ridere ma mi sono emozionato un pochino. Nel frattempo un mio carissimo amico Ferrarese giungeva dalla patria di Vasco Brondi all’infelicissima Pizzighettone, dove è stato portato a casa mia da un mio amico. Sono arrivato a casa per le 13,30 circa e tra una chiacchierata e l’altra abbiamo mangiato le spinacine. Che gioia. Mi scuso per la schematicità delle mie parole ma sto cercando di raccontare tutto per bene. Dopo l’arrivo di mia madre a casa abbiamo preso il treno per fare un salto a Cremona, gli ho mostrato dunque una delle città che porto maggiormente nel cuore tra Tiger, il Duomo, le vie del centro e una fumetteria che vende rarità. Per il resto abbiamo passato una serata tranquilla e mi sono addormentato alle due del mattino, con sveglia alle cinque. Mia madre ha ritenuto opportuno non lasciarmi a casa, poiché “sono in quinta” e “ho la maturità” e l’ansia data dai miei prof evidentemente non basta. Tralasciando un piccolo fatto pseudo-omofobo accadutomi sabato e al quale ho provveduto gloriosamente oggi, quando tornai a casa ho dovuto pulire tutto. Il mio amico Ferrarese e mamma hanno cucinato tutta mattina! Durante il pomeriggio sono arrivati la mia migliore amica e un mio caro amico Nervianese il quale ha provveduto a lavorare alla copertina del mio album, non vedo l’ora di mostrarla! Alla sera è stato bellissimo vedere fondersi le mie varie realtà. Le mie amiche cremonesi-bresciane, i compagni e le compagne di classe, il mio ragazzo, amici venuti da mezza Italia per me, amici lodigiani e nessuno del mio paese. Chissà perché. Eravamo qualcosa come 32 persone ed è andato tutto meravigliosamente. Con il mio ragazzo va alla grande, l’estate non poteva chiudersi in modo migliore. Durante il party ho performato alcuni miei brani, tra i quali un pezzo scritto per lui, gli è piaciuto molto nonostante la mia voce fosse altalenante. Rivivrei questo party in loop. Ancora meglio della festa è stato il post-party. Non ridevo così da tanto. Guerre con crema idratante, gente che cade dal mio letto di testa, cose che non posso dire ma che posso riassumere con “Lupi disagiata” senza se e senza ma. Ho visto il mio ragazzo ridere come un matto, ciò mi ha davvero riempito il cuore. Sta diventando sempre più importante per me. Io e la maggior parte dei miei amici (altri erano smistati nello studio e in salotto) abbiamo dormito nella mia stanza ammassati come carne sul palo di un kebabbaro. La mattina dopo qualcuno di loro è rimasto per pranzo e altri sono andati via. Abbiamo pranzato con un menù a base di zucca fatto da un cuoco impeccabile! L’uno dopo l’altro sono andati via tutti e sono rimasto da solo con il mio amico Ferrarese, abbiamo registrato alcune parti vocali per un progettino nascosto e camminato per un’ora in una strada di campagna con un trolley in mano al fine di fargli prendere il treno.

Il mio compleanno mi riempie sempre il cuore, pensare allo sbattimento che certe persone si fanno per me, a quanto queste mi vogliano bene.

A voi che avete scelto di farne parte, grazie a tutti. Vi voglio un grande bene.

L’Accidioso Errante

Pare non troppo paranoiche.

Non so il perché di tutto ciò, ma queste serate così ignave mi rendono veramente triste. Ho passato due giornate davvero belle:

Ieri sera sono stato al compleanno di una mia compagna di classe, aspettava quel giorno da quando la conosco ed è stato meraviglioso vederla felice. Oggi ho passato una giornata stupenda con il mio ragazzo. Non concordo completamente con la frase “non sai ciò che hai finché non lo perdi”, è una frase fatta per quelle persone che non si fermano mai a riflettere su ciò che hanno. Ricordo di aver pianto spesso nel periodo di Natale, pensando a tante cose. Sono quel tipo di ragazzo che spesso e volentieri si lamenta di non avere questo o quello, di non riuscire a fare le cose e non apprezza mai la realtà. Ci sono diverse cose della mia realtà per le quali sto lottando, ma raramente mi fermo a pensare a ciò che ho. Oggi è uno di quei giorni. Tornando al Natale, ho pensato a quanto fosse bello il fatto di avere una madre che mi vuole tanto bene, un padre che seppure distante fa il massimo per far sentire la sua presenza in casa, una famiglia “naturale” di persone buone e alla mano (sono io che in loro presenza divento un po’ asociale, mi devono perdonare ma temo ancora la domanda tattica della fidanzatina) e una famiglia “scelta” di pochi e veri amici. Piangevo di gioia, magari non sarò uno di quei ragazzi che la vita ha scelto di rendere fortunato in tutti i campi, ma ho delle persone su cui contare. Oggi pensavo a quanto io stia bene con lui, a come sia raro, a tutte quelle sfumature che rendono un rapporto tra due persone diverso da un rapporto dovuto a circostanze sociali. Questo tipo di pensieri portano un paranoico medio quale sono io ad avere paura di perdere tutto ciò a cui tiene. Stasera provo emozioni contrastanti di varia natura, ma forse, come dice Vasco Brondi…

“Forse si trattava di accettare la vita come una festa,
come ha visto in certi posti dell’Africa.
Forse si tratta di affrontare quello che verrà
come una bellissima odissea di cui nessuno si ricorderà. “

Sono dell’ idea che una bella riflessione su tutto ciò che abbiamo faccia bene a tutti. Se ciò che abbiamo non durerà per sempre, perché vivere nella paura di perderlo? Non importa di che emozioni si tratti, vivetele al massimo, sempre. E adesso mi sento tanto Barbara D’Urso, quindi la smetto. Buonanotte.

L’Accidioso Errante

Un gioiosissimo primo di Settembre.

Caro blog (potrei scrivere “caro diario” ma sul diario parlerei molto più acidamente di certi soggetti).

Quella di oggi è stata una giornata molto bella. In mattinata sono stato a Milano con un mio caro amico dalle parti di Porta Venezia, abbiamo fatto un giro e mangiato al ristorante cinese in modalità all you can eat. Non ricordo il nome del posto nonostante io abbia il biglietto da visita nel portafoglio, ma direi di aver mangiato davvero bene. Successivamente abbiamo fatto un giro in centro scoprendo che la Disney ha acquistato i diritti per Star Wars… mi chiedo francamente come mai. Ma non è un problema. Successivamente ho preso un treno schifosamente in ritardo e sono partito alla volta di Piacenza. Seduta di fronte a me avevo una signora sulla sessantina che continuava a sorridere indossando una maglietta grigia con su scritto “I Love Lady GaGa”. Solitamente non noto come sia vestita la gente, ma avendocela di fronte ci ho fatto caso e ho iniziato a sorridere anche io. Sono arrivato a Piacenza e ho passato un bel pomeriggio con il mio ragazzo per festeggiare un mese di relazione. Avevamo entrambe il timore che l’altro ci avesse fatto un regalo quando entrambi eravamo a mani vuote, ci abbiamo riso su. Mi piace la chimica che si crea con lui, credo che sia abbastanza rara. Tornando a casa ho incontrato uno sterminio di treni soppressi e dalle 18.30 sono arrivato a casa alle 20.00. Ho bevuto il mio thé ed ora sono qui.

Leggo gente che si lagna di questa giornata, primo settembre 2014. Io sono così felice e non vedo l’ora inizi la scuola. Quest’ estate è stata piacevole ma ho bisogno di darmi dei ritmi, anche se si parla di quinta superiore. Non nascondo che inizio a sentire la pressione immensa che un po’ mi spegne durante l’anno scolastico, ma dall’altro lato voglio viverlo come un’esperienza, soprattutto da un punto di vista individuale. Ho iniziato a dare un vero valore alla conoscenza, posso non apprezzare parte di un’istituzione ma non smetterò mai di amare la scuola.

L’Accidioso Errante

Cielo a intermittenza.

Mi piace questo cielo a intermittenza. Mi ricorda tantissimo i tubi di natale che metto in casa durante le feste giusto per rallegrare l’atmosfera. Sembra una cazzata ma funzionano! Insieme ai lumini ovunque e a tante piccole cose che rendono le mie feste memorabili, almeno per me. Sto pensando a che asociale di merda divento al sabato sera. La movida dei locali e delle discoteche lodigiane e cremonesi è così misera e odio fare parte di tutto quel sistema. Preferisco andare a una festa ogni tanto e ricordarmela piuttosto che fare il party boy tutti i sabati sera. Preferisco passare un lungo pomeriggio lontano da casa a un after fatto controvoglia (perché tutti voi arrivate a una certa ora odiando l’amico stronzo che vi ha proposto di fare un after). Mi viene fatto notare spesso quanto io sia socievole, dicendomi che “tutti sono miei amici”…no. Dunque, partendo dal fatto che mi è stato insegnato a essere gentile con tutti… no. Non sono tutti miei amici. Dovremmo imparare tutti a smistare le persone in conoscenti, amici, colleghi, compagni di classe, di scuola ecc un po’ come ti permette di fare Google+. Credo che farò un post realmente riassuntivo di questa estate un giorno prima dell’inizio della scuola. Mi limito a dire che sto decisamente cambiando e apportando su me stesso un cambiamento enorme ricco di sfumature, alcune molto malinconiche ma pur sempre sagge. Non mi definirò mai meglio o peggio di qualcun altro per quanto io ritenga alcune persone realmente schifose, ma ho capito cosa fa per me. Fanno per me le biblioteche, i viaggi in treno, le chitarre che non so suonare, Milano alle sei del mattino quando l’unica persona con la quale puoi socializzare è una clochard, la solitudine ricercata, i libri, l’autunno. Non credo faccian per me troppo caos, l’ambiente gay, i gruppi di Facebook, gli attention whore che inventano di aver fatto cose che non hanno mai fatto per prendere mi (s)piace, chi va oltre le canne nel fare uso di droghe, gli estremisti cristiani e degli altri fandom. 

Queste sono le sfumature, a breve parlerò dei veri cambiamenti.

L’Accidioso Errante

Paranoie condite.

La giornata di oggi si è presentata come quella dei cambiamenti. Ho seriamente ripreso a studiare per la patente, ho studiato storia e fatto movimento. Sono abbastanza fiero di ciò, ma rimango un po’ accidioso come sempre. Sono felice perché la giornata di domani sarà una di quelle che ti riempiono il cuore di gioia ed è raro che io aspetti qualcosa con tanta impazienza. È una cosa in stile “Friday I’m in love” anche se sarà martedì. Sto seriamente facendo una riflessione sul mio corpo. Riuscirò davvero a tornare pressapoco come prima di prendere questa decina di Kg prima del mio compleanno? Credo sia malsana solo l’idea, ma ci voglio provare, almeno iniziare. A volte mi lamento delle persone che non sono disposte a mettersi in gioco nella propria vita, perché sono persone che a volte potrebbero dare 1000 e per paure che vedono come insormontabili rimangono ferme e danno 100, ma inizio a vedermi come una di queste. Credo di avere un piccolo problema con il cibo, fortunatamente non parlo né di bulimia né di anoressia, ma mi vedo un po’ come un vero amante del cibo. Seriamente, non c’è nulla di più buono di una pizza, di un gelato o di una cheesecake. Il problema è il dopo, il momento in cui Cher spunterebbe dal nulla cantando “If I Could Turn Back Time” e tu ti sentiresti un po’ un idiota. Il mio non è un disturbo alimentare, sono solo un adolescente agli sgoccioli che non accetta di essere nato per essere un poco rotondo, probabilmente sono le razioni, o i condimenti, o le paranoie che per questioni legate alla legge di attrazione non mi permettono di tornare un po’ più ossuto.

In pratica sono un paranoico di merda e basta ^^’

L’Accidioso Errante.