Cielo a intermittenza.

Mi piace questo cielo a intermittenza. Mi ricorda tantissimo i tubi di natale che metto in casa durante le feste giusto per rallegrare l’atmosfera. Sembra una cazzata ma funzionano! Insieme ai lumini ovunque e a tante piccole cose che rendono le mie feste memorabili, almeno per me. Sto pensando a che asociale di merda divento al sabato sera. La movida dei locali e delle discoteche lodigiane e cremonesi è così misera e odio fare parte di tutto quel sistema. Preferisco andare a una festa ogni tanto e ricordarmela piuttosto che fare il party boy tutti i sabati sera. Preferisco passare un lungo pomeriggio lontano da casa a un after fatto controvoglia (perché tutti voi arrivate a una certa ora odiando l’amico stronzo che vi ha proposto di fare un after). Mi viene fatto notare spesso quanto io sia socievole, dicendomi che “tutti sono miei amici”…no. Dunque, partendo dal fatto che mi è stato insegnato a essere gentile con tutti… no. Non sono tutti miei amici. Dovremmo imparare tutti a smistare le persone in conoscenti, amici, colleghi, compagni di classe, di scuola ecc un po’ come ti permette di fare Google+. Credo che farò un post realmente riassuntivo di questa estate un giorno prima dell’inizio della scuola. Mi limito a dire che sto decisamente cambiando e apportando su me stesso un cambiamento enorme ricco di sfumature, alcune molto malinconiche ma pur sempre sagge. Non mi definirò mai meglio o peggio di qualcun altro per quanto io ritenga alcune persone realmente schifose, ma ho capito cosa fa per me. Fanno per me le biblioteche, i viaggi in treno, le chitarre che non so suonare, Milano alle sei del mattino quando l’unica persona con la quale puoi socializzare è una clochard, la solitudine ricercata, i libri, l’autunno. Non credo faccian per me troppo caos, l’ambiente gay, i gruppi di Facebook, gli attention whore che inventano di aver fatto cose che non hanno mai fatto per prendere mi (s)piace, chi va oltre le canne nel fare uso di droghe, gli estremisti cristiani e degli altri fandom. 

Queste sono le sfumature, a breve parlerò dei veri cambiamenti.

L’Accidioso Errante

Paranoie condite.

La giornata di oggi si è presentata come quella dei cambiamenti. Ho seriamente ripreso a studiare per la patente, ho studiato storia e fatto movimento. Sono abbastanza fiero di ciò, ma rimango un po’ accidioso come sempre. Sono felice perché la giornata di domani sarà una di quelle che ti riempiono il cuore di gioia ed è raro che io aspetti qualcosa con tanta impazienza. È una cosa in stile “Friday I’m in love” anche se sarà martedì. Sto seriamente facendo una riflessione sul mio corpo. Riuscirò davvero a tornare pressapoco come prima di prendere questa decina di Kg prima del mio compleanno? Credo sia malsana solo l’idea, ma ci voglio provare, almeno iniziare. A volte mi lamento delle persone che non sono disposte a mettersi in gioco nella propria vita, perché sono persone che a volte potrebbero dare 1000 e per paure che vedono come insormontabili rimangono ferme e danno 100, ma inizio a vedermi come una di queste. Credo di avere un piccolo problema con il cibo, fortunatamente non parlo né di bulimia né di anoressia, ma mi vedo un po’ come un vero amante del cibo. Seriamente, non c’è nulla di più buono di una pizza, di un gelato o di una cheesecake. Il problema è il dopo, il momento in cui Cher spunterebbe dal nulla cantando “If I Could Turn Back Time” e tu ti sentiresti un po’ un idiota. Il mio non è un disturbo alimentare, sono solo un adolescente agli sgoccioli che non accetta di essere nato per essere un poco rotondo, probabilmente sono le razioni, o i condimenti, o le paranoie che per questioni legate alla legge di attrazione non mi permettono di tornare un po’ più ossuto.

In pratica sono un paranoico di merda e basta ^^’

L’Accidioso Errante.

Pokémon pt. 1

Che giornata accidiosa! L’ho passata a nerdare sul tablet di mia madre (gli Android sono davvero poco stabili!) e al computer. Ho poi mandato degli inviti per il mio 19esimo compleanno e ho guardato episodi random dei Pokémon, un film di un’oretta su codesti e uno di Yu-Gi-Oh. Una giornata incredibilmente poco produttiva. Tant’è che non so cosa scrivere. Potrei parlare di quanto io ami i Pokémon, ma qualcuno mi darebbe del bambinone. Anzi, parliamo di quanto io ami i Pokémon. Sono sulla soglia dei 19 anni e fosse per me vivrei nel mondo dei Pokémon, andrei in giro con il mio Jigglypuff e chiamerei la gente per dire quanto sia figo il mio Pokémon, come Gennaro Bullo. E invece no, se ti piacciono i Pokémon sei automaticamente un tardone. Ma dove? La gente ha mai giocato a Pokémon? Più escono giochi e più le trame e i dettagli risultano più complessi. Non so come siano le entrate della Game Freak, ma credo che il target si sia spostato dai bambini delle elementari ai piccoli adulti che sono cresciuti con i giochi Pokémon. Un po’ come dovrebbe fare Avril Lavigne, dovrebbe fare musica matura al passo con la sua maturità personale per assecondare le ormai ex emo-girls e i nostalgici con i capelli pieni di meches (riferimenti ad un mio amico palesi, ciao Uggy) e invece no, canta brani come Hello Kitty.

HELLO KITTY.

H E L L O K I T T Y .

A breve usciranno i remake di Pokémon Rubino e Zaffiro. Credo sia seriamente giunto il momento di trovare e acquistare un Nintendo 2Ds o 3DS. Ricordo quando iniziai a giocare a Pokémon. Mio cugino mi prestò Pokémon Cristallo e il mio Gameboy color cambiò totalmente musica rispetto a Tetris e Warioland, giochi che usavo in precedenza. Il mio starter preferito era Chikorita, un pokémon di tipo Erba con una foglia in testa. Successivamente mi procurai la versione inglese di Pokémon Rosso, uno dei primi giochi Pokémon mai usciti. Passarono gli anni e uscirono Pokémon Rubino, Zaffiro e Smeraldo. Ricordo una calda estate a Catania dove mi venne regalato un Gameboy Advance SP con la retroilluminazione da una zia, con Pokémon Zaffiro annesso. Fu così che, mentre io dormivo, mamma giocava a Pokémon. Nacque tutto anni prima, insegnai a mia mamma a “salvare il gioco” con Cristallo quando, alla mattina, salivo sull’autobus per portarmi in quella mafia che era la scuola elementare. Mamma sarebbe una brava allenatrice, e anche mia Zia: le dai il Gameboy in mano e dopo due ore hai battuto la lega Pokémon dal nulla. Dopo qualche anno giunsero i Nintendo e il primo gioco che acquistai fu Pokémon Perla se non ricordo male. Ebbi anche Pokémon Heart Gold, il mio grande amore che qualche infame mi ha rubato durante una festa a casa. Ora aspetto di avere qualche soldo e prendere il 3DS (o il 2DS, ma il 3 credo sia meglio) con Pokémon X o Y. 😀

 

I Pokémon vanno oltre, per chi ci gioca significano molto di più. Per qualcuno potrà sembrare un discorso idiota, ma per me non lo è assolutamente.

Ho sonno, ma questo argomento verrà approfondito.

L’Accidioso Errante

 

Accidia pura.

Credo che sia difficile ammettere a sé stessi determinate cose, prendere atto di determinate consapevolezze. Roma non è stata costruita in un giorno, così come i serpenti non cambiano pelle in un secondo e io non riesco a mandare giù determinate pillole. Sono all’alba della quinta superiore, tra un mese e un giorno compierò diciannove anni e tutto ciò che riesco a fare è seguire una poco produttiva routine estiva. Mi faccio inutili aspettative sulla routine scolastica. Non vorrei dirlo, ma a volte mi manca la scuola. Non per la gente, non per l’ambiente né per lo studio. La scuola mi permette di essere decisamente più organizzato. Non vedo l’ora di comprare un diario, anche se mi fanno tutti schifo. L’anno scorso ho tenuto un’agenda che ho aggiornato giornalmente con i miei pensieri e i miei impegni, è sempre un piacere rileggerla! Per il 2014 avrei voluto comprare la Moleskine della Lego o del Piccolo Principe ma non l’ho trovata e all’arrivo di Febbraio mi sono detto: “Non è un problema! Ricorderò tutto a mente!” e… che impresa. Ho praticamente vissuto alla giornata per due trimestri scolastici. Ho dato un’occhiata alle agende di quest’anno e l’unica che reputo ogni anno decente è….troppo. La Smemoranda non mi piace più. La uso dalla prima media ma è troppo fluo per me. Ho bisogno di ordine totale nella vita, anche se il mio cervello è un casino unico. Dunque continuo a riordinare, come se pulire, spolverare (che cazzata, credo di essere pure allergico alla polvere lol) e sistemare cose continuamente potesse mettere a posto le idee che ho. Oggi ero con un mio amico al fiume, mi parlava di ragazze, di come per lui la bellezza esteriore rispecchi quella interiore. Ho pensato a me stesso e mi sono detto: è davvero questo che voglio essere? È questo il massimo che posso dare alla vita? Sperare giorno dopo giorno che arrivi il giorno adatto per cambiare? La pubertà è il periodo in cui è più facile modellare il proprio corpo e io rimango lo stesso, non sono il tipo che fa cazzate per dimagrire e mai lo sarò, ma per una volta vorrei andasse tutto come dico io. Dovrei riempire casa mia di post it, farmi un bel tatuaggio all’henné come reminder e chiedere alle persone attorno a me di essere più severe nell’aiutarmi a moderare la mia accidia. Per non parlare di tanti altri dettagli poco eleganti della mia personalità. Nel post di stasera ho parlato unicamente di me stesso, forse intendevo questo con “monitorarmi”, a parte il narrare i miei gusti musicali e il mio disprezzo per i quindicenni microcefali sempre presenti.

Ho bisogno di essere più severo con me stesso.

L’Accidioso Errante

La mia musica.

Questa è una di quelle serate in cui ascolto quasi solo Alanis Morissette. Quando ciò accade, significa che ho un estremo bisogno di stabilità. A volte mi sento inadeguato per la maggior parte delle cose che faccio, ho bisogno di pause, di silenzi, o di estremi cambiamenti prima di una vera e propria calma. Ho iniziato permettendo a una persona nuova di entrare nella mia vita, proseguendo con i capelli (ho un ORRENDO taglio di capelli tale per cui per un po’ dirò categoricamente di no alle fotografie) e arrivando a porre dei tagli al mio album. Per chi non mi conoscesse al di fuori del blog, scrivo canzoni da quando avevo undici anni (tralasciando la serietà delle prime) ma negli ultimi tre anni ho dato vita a un bel po’ di pezzi interessanti legati alla mia vita. Da circa un anno ho deciso di incidere un album, di dare un ordine ai miei pensieri, di registrare. Ho tutte le demo sul mio pc, si tratterebbe di una dozzina di brani. Crescendo alcuni brani prendono più senso di altri, altri si svuotano del loro significato. Così ho preso una decisione: Passiamo da un album di dodici brani a uno di otto. L’album non sarà svuotato certamente del suo significato, potrei rivalutare alcune demo in un futuro perché ci sono dei pezzi davvero belli. Non riesco a scrivere canzoni intere mentre mi concentro su questo lavoro. Ho mille idee per il futuro, ma sono congelate fino a quando non riuscirò a finire l’album, sigilla una porta che è chiusa da tempo, è un pensiero profondo prima di uscire da un cimitero di brutti ricordi. Ho tante consapevolezze da dipingere attraverso la musica, tante mancanze da evidenziare, troppi dettagli da delineare. Eppure rimango fermo, l’accidia tocca anche gli artisti. Se da un lato lavorare all’album mi mette sotto pressione, dall’altro cerco di prenderla con una calma relativa. Ho già un paio d’ore di studio di registrazione pagate, eppure pensavo di registrare tutto in casa, con il mio telefono. Sembra stupido, la qualità non sarebbe altissima, ma voglio che esca fuori il meglio di me, e preferisco dare un’idea homemade del vero e impacciatissimo Nicola. Su questo ultimo fattore, la registrazione, devo fare le mie accurate valutazioni. Non ho un’etichetta ma ho provveduto a proteggere i miei brani con l’apposita licenza, con la rete non si sa mai cosa può accadere. Ora sto lavorando sulla base dei miei mezzi, un piano un po’ scordato, un telefono, tanta immaginazione. 

Così suono, sto fermo, mangio, esco in bici, torno a casa, mangio, mi pento, addominali, doccia, blog, dormo. Anche se in modi sempre diversi, questo è il riassunto della mia routine.

Compiti estivi? Studiare per la patente dopo una bocciatura alla teoria da 5 errori (pura sfiga)? ACCIDIA PURA

Devo mettermi al lavoro.

L’Accidioso Errante

PS: Cliccando su questa frase troverete il mio canale di Youtube. 🙂

I selfie non sono una moda.

Partiamo dal presupposto che Studio Aperto non è un telegiornale serio. Le notizie che spesso rende note sono poco approfondite, mediocri, di dubbia importanza e anche il gossip viene presentato in modo scadente. Qualche mese fa un articolo mi fece pensare: “Esplode la moda dei selfie” con autoscatti di cantanti, modelli e calciatori a seguire. 

La memoria mi porta a molti anni fa, avevo circa 8 o 9 anni. Premetto che da genitore non darei MAI un telefono a mio figlio in tenera età, i giocattoli sono altri! Vivevo da solo con mamma, ha sempre lavorato molto per mantenerci e c’era l’esigenza di parlare, in qualche modo. Fu così che mamma mi regalò un telefono della 3 di quelli che si aprono e si chiudono, con le suonerie polifoniche e altre opzioni che ora sarebbero obsolete. Usavo il telefono per parlarle, quando ce n’era bisogno, ma per il resto sapevo che non si trattava di un gioco. Nonostante questo, l’unica cosa interessante che facevo con quel gioiellino di telefono erano le selfie stupide. Il mio telefono aveva la fotocamera dotata della possibilità di roteare fino a diventare interna al telefono. Da quando gli smartphone con fotocamera interna hanno iniziato a diffondersi, l’uso di una fotocamera con prestazioni solitamente ridotte rispetto a quella esterna associata ad alcune applicazioni (Retrica, CamWow) capaci di renderle spesso più gradevoli (ricordo la frase di una mia compagna di classe, lo scorso anno: “Metti l’effetto anti-brufoli!”) ha reso la diffusione dei Selfie rapida. Sono il primo a fare le foto con l’autoscatto. Però non mi piace che si chiami “moda” qualcosa che in qualche modo c’è sempre stato. Gli italiani sono tradizionalmente noti per la Pizza, perché Studio Aperto non dedica un servizio settimanale anche alla Pizza?

Tutto questo articolo per dirvi che il TG di La7 è meglio.

L’Accidioso Errante

Cantanti svalutati e canzoni da pioggia.

Fuori diluvia, io ho appena spento le luci e acceso la mia lampada-mappamondo, giusto per entrare in un’ atmosfera creativa. Come sempre ci metto un po’ a decidere l’argomento del giorno, stasera avevo una mezza idea di parlare di quanto io detesti il concetto di “fandom”, sono molte volte infantili e ti fanno venire voglia di smettere di ascoltare Lady GaGa, Katy Perry, Madonna o l’artista del caso. A tal proposito, il mondo della musica non gode a volte di meritocrazia, va avanti chi fa allupare le ragazzine e non chi sa trasmette emozioni compatte. Va avanti il pop scontato, il rap più squallido, ma non il pop ricercato e pieno di senso. Inoltre abitiamo in Italia, il nostro mercato musicale tarda a evolversi (ovviamente parlo per quanto riguarda i miei gusti) e non si evolve. Da quanto siamo fermi agli stessi livelli stilistici? Sono il primo ad essere andato al concerto della Pausini, amo Elisa alla follia e ho una foto con Mengoni. Ma si parla quasi sempre di musica che non cambia mai!

Il mercato nordeuropeo, il mercato sudkoreano, quello americano… sono a una decina di spanne da noi! Quando ci evolveremo?

Perché artisti come L’Aura Abela, per esempio, cantante che io apprezzo davvero tanto, non hanno la popolarità di altri famosissimi, pure avendo il talento? Perché il nostro mercato musicale ha portato Paola & Chiara, nonché due sorelle, a scogliersi? A volte su queste ultime leggo articoli o battute che le definiscono poco serie. Sono due cantautrici molto dotate, hanno fatto scelte a volte provocanti nella loro carriera da duo, ma perché svalutarle? Siamo un paese di finti puritani del cazzo.

Tornando a L’Aura, è un’ottima autrice di canzoni da pioggia: rilassanti, intime, profonde. Inoltre lei è una persona davvero buona, intelligente e semplice. Ebbi modo di conoscerla tempo fa. Avevo intrapreso un indirizzo scolastico legato alla comunicazione, e per un progetto scolastico la intervistai. Avevo letteralmente i brividi, ma ne parlerò in un altro articolo. Non la dimenticherò mai. ❤ Ognuno di voi dovrebbe avere nel proprio iPod delle canzoni da pioggia, quel tipo di brani da ascoltare accoccolati tra le coperte, con una tazza di thé o guardando la pioggia fuori dalla finestra. Se non siete molto esperti e ne volete conoscere qualcuna, cliccate qui per un’apposita playlist di Spotify.

Per chiudere l’articolo, linkerò qualche perla musicale, basterà cliccare sui vari titoli per aprire delle pagine di Youtube.

L’Aura Abela, I’m so fucked up i can barely walk (credo sia uno dei suoi più bei brani.)

Paola & Chiara, Tu sei l’anno che verrà (una bellissima canzone d’amore.)

Bon Iver, Lump Sum (Mr Vernon si spiega da solo, direi.)

Buon ascolto. 🙂

L’Accidioso Errante