Ieri sera!

Questa giornata è stata accidiosa fino a un certo punto. Direi però di partire da ieri sera: Abbiamo aperto il concerto di Gianni & Cristiano, un duo che fa liscio. Io e i Playful Guys abbiamo performato una dozzina di canzoni e pur sapendole quasi tutte a memoria ero dotato di leggio. Ho preparato tutti i testi e al momento di cantare Dani California dei Red Hot Chili Peppers il testo non c’era. CAZZO! Dunque ho cantato cose senza senso dato che delle parti erano praticamente da reppare. Dalla mia bocca sono uscite frasi come “Voglio un kebab senza cipolla!” in inglese e non credo che qualcuno se ne sia accorto. Sono stati due i momenti più emozionanti a mio parere. In uno di questi ho cantato un mio brano di nome “My Blue Side” e sono felice del feedback ricevuto, poiché prima di cantarlo mi sono permesso di introdurlo e di raccontarne il senso: Un brano che disegna la porta tra un brutto periodo e il futuro. L’altro momento speciale è stato quello finale in cui abbiamo suonato Fix You dei Coldplay, credo si tratti di un pezzo che sa trasmettere delle buonissime emozioni, dunque sono contento. A vedermi c’erano delle persone a me molto care, si parte da una prof del mio periodo liceale e di sua figlia, entrambe mie care amiche, la mia ex ragazza di quando ero “etero” nonché migliore amica e una coppia di amiche fidanzate che non vedevo da tempo. Mi mancavano, è stata una serata piacevole. Ho scoperto che ballare il liscio è davvero divertente! Nessuno di noi era molto capace ma direi che ci ricorderanno per le nostre performances! Quanto a oggi, era LA giornata, quella per sconfiggere la mia accidia, quella da programmare dall’inizio alla fine. Direi che ce l’ho quasi fatta. Non ho mangiato male, ho fatto i compiti e un po’ di movimento. Sono un bravo fanciullo e sono contento. Stasera sto risentendo una mia vecchia amica che ora vive lontano e mi è salita una certa nostalgia. Ho voglia di mettermi un maglioncino e farmi un thé. Credo farò proprio così.

L’Accidioso Errante

Robin Williams.

Mi sono svegliato scoprendo della morte di Robin Williams. Inizialmente ho letto Robbie, ci sono rimasto doppiamente male perché per quanto non sia esattamente il mio cantante preferito è nel mio iPod, lo ascolto abbastanza spesso. E invece si tratta dell’attore, stella di film come Una Notte Al Museo, Jumanji e Hook. La notizia mi lascia ugualmente molto dispiaciuto. Dirò sinceramente che non è stata una delle figure iconiche e di spicco della mia infanzia, ma ricordo con nostalgia i suoi film. Facebook, anche se non esplicitamente, ha i suoi argomenti trend, come Twitter. La triste morte di Robin è quello di oggi. Si parte dalle persone semplicemente dispiaciute, a chi è disperato fino a quelli “controcorrente” che dicono cose come “non ve lo siete mai filati e ora lo amate tutti, che ipocriti”. I finti fan che lo reputano qualcuno il loro Dio senza conoscerlo ci sono sempre, ma perché fare di tutte le erbe un fascio? È sempre spiacevole vedere qualcuno che in un modo o nell’altro ha fatto parte del tuo vissuto morire. Non importa fino a che punto ne avesse fatto parte, ma lascia sempre un po’ senza parole. Penso che crescendo sentirò decine di notizie come questa, non voglio essere negativo, ma anno dopo anno ci lasceranno cantanti, politici, attori, persone care. Non importa fino a che punto saranno stati speciali per noi, ma un po’ di dispiacere ci sarà sempre. Quanto alla morte, non è stata ancora accertata, ma sembrerebbe si tratti di suicidio. A quanto pare l’attore soffriva di depressione. Non voglio addentrarmi così tanto in un argomento talmente fragile, ma il suicidio è una cosa terribile. Qualcuno lo reputa un estremo atto di egoismo, io lo vedo come un completo rifiutare la vita. Mi rattrista così tanto pensare che ci sia gente che per una ragione o per l’altra sceglie di uccidersi. Non avendo mai vissuto un’esperienza di depressione così profonda non potrei mai capire cosa c’è nella mente di chi sceglie di farlo, ma quando sento anche solo una persona dire “mi ammazzo” per scherzare mi si accappona la pelle.  Ho vissuto in terza persona un lutto del genere, e non provo emozioni empaticamente piacevoli a riguardo. Dovreste pensare tutti un po’ di più prima di parlare, certe espressioni usate comunemente e mai prese sul serio potrebbero comunque infastidire qualcuno. Volevo concludere questo post con una frase di Robin, mi sono documentato su internet e ho trovato una frase che in questo contesto lascia un po’ perplessi, ma che allo stesso tempo fa riflettere:

“Io avevo paura perché non volevo crescere…perché tutti quelli che crescono prima o poi devono morire…e così scappai”.

L’Accidioso Errante

I Kissed A Girl e brainstorming annesso.

Che domenica noiosa.  Sono seriamente tentato di diventare un recluso per via di questo taglio di capelli orrendo. Sembro una palla da bowling caduta da una rupe e atterrata su un set di coltelli dello Chef Tony, pace all’anima sua. Ho passato la giornata a mangiare e a giocare a Pokémon Soul Silver sul computer. Oggi sono un po’ smotivato e mi sento in colpa per aver passato una giornata poco produttiva, dunque mi son concentrato talmente tanto sui miei amati Pokémon che non ho pensato all’argomento di stasera! Sono proprio sbadato. In verità un argomento ci sarebbe, ma non me la sento di affrontarlo. Stavo cercando uno spunto per l’articolo di stasera, Wikipedia continuava a offrirmi comuni francesi sollecitando la voce che mi fa leggere articoli casuali, dunque ho interpellato iTunes e…I Kissed A Girl di Katy Perry.

SERIAMENTE?

Quella canzone uscì quand’ero in terza media, ricordo che i ragazzi guardavano Katy e venivano a chiedermi “Ma Katy Perry è lesbica?” e io confermavo ignaro del suo orientamento. Ricordo che era il periodo di One Of The Boys, in cui cantava ancora decentemente prima degli strafalcioni live di Teenage Dream. Direi che (parlando di performances dal vivo) si è ripresa molto con l’era di Prism. Il suo album migliore rimane One Of The Boys, indubbiamente. Katy Perry ha avuto una vita un po’ particolare. Cantava in chiesa, figlia di un pastore, ha fatto un primissimo album da chiesarola, poi si è allontanata dalla famiglia e boom! Discoteche gay, sesso, prime canzoni pop-rock. Da segnalare The Box, che parla del suo suo svegliarsi fuori da quel mondo un po’ troppo pieno di paletti. Segnalo anche Simple, nella colonna sonora di Quattro Amiche E Un Paio Di Jeans ancora prima che Katy uscisse con One Of The Boys.

Tral’altro, la prima volta che baciai un ragazzo avevo Not Like The Movies di Katy nelle orecchie, coincidenze? L’avevo quasi rimosso. (Il bello, o forse no, dei brainstorming, è che inizio a pensare. A volte rimango un po’ perplesso, a volte sorriso e altre stendo veli pietosi).

 La prima volta che baciai una ragazza fu traumatico… aspè, mi legge anche la mia famiglia, che imbarazzo. Mi limiterò a dire che quel primo bacio mi fece capire una cosa, a me la fregna non piace.  Lo sapevo anche prima! Quando una persona etero mi chiede come ho fatto a capire di essere omosessuale le dico sempre: e tu come hai fatto ha capire di essere etero? O rispondo con una frase evergreen: La torre di Pisa pende sempre da una parte. Mi è capitato di baciare delle mie amiche, “per scherzare” ma laggiù c’è sempre calma piatta. A tal proposito mi pongo un quesito: perché le ragazze non si fanno troppi problemi a baciare le loro amiche, mentre i ragazzi, almeno in Italia, sono più restii? Hanno forse paura di compromettere la loro virilità? Avevo letto tempo fa in un articolo che i ragazzi inglesi non si fanno tutti questi problemi! Ok che gli inglesi hanno una marcia in più, ma non credo sia un bacio a etichettare un orientamento sessuale. In verità non credo che si sia bisogno di etichettare l’orientamento sessuale di una persona, siamo tutti un po’ fatti di sfumature, riassumibili in etero, gay, lesbica, bisessuale ecc. ma sicuramente più delineabili. 

Citando questo stesso articolo: “Le minoranze sessuali hanno compiuto enormi progressi culturali e giuridici verso la parità e i mass media sono pieni di immagini delle minoranze sessuale sì che l’omosessualità è stata sdoganata. Questo è particolarmente vero per i giovani che si sono dissociati dall’omofobia e vedono il tutto con molta naturalezza. Ciò non vuole dire, comunque, che tutti i giovani siano gay friendly, ma c’è la consapevolezza che si può essere gay e questo comporta una liberà nell’agire non in maniera sessista, maschilista e omofobica come succedeva in passato per dimostrare di non essere omosessuale. I giovani stanno iniziando ad assumere atteggiamenti più morbidi e accoglienti.”

Ora chiudete questo articolo e baciate chi volete! :*

L’Accidioso Errante.

Voglio tornare negli anni ’90.

Qualche giorno fa ho regalato al mio ragazzo un cd masterizzato che ho fatto per lui. Ieri ne stavamo parlando e ciò gli ricordava una di quelle scene da telefilm, dove il ragazzo da alla ragazza  un cd di sue canzoni. Ciò mi ha dipinto nella mia mente come un Dean che da alla sua Rory una compliation nel bel mezzo di Stars Hollow.

Ho una vero e proprio debole per tutto ciò che riguarda gli anni ’90 e i primi anni 2000.

La scorsa estate il mio blog di Tumblr era invaso da foto relative agli anni ’90, dai giocattoli alle serie tv. Quegli anni, visti ora, sembrano così innocenti!

Si parlava a voce, ci si chiamava al telefono di casa, esistevano al massimo le e-mail (le ricordo da qualche episodio di Sex & The City, è ancora il mio sogno parlare con una persona via mail e in modo articolato) e i media erano decisamente diversi. La musica era più orientata verso il pop-rock, la musica eurodance era il massimo (l’adorabile tipico sottofondo da autoscontro) e Alanis Morrissette non era quella della pubblicità del thè. 

Avrei voluto essere un adolescente in quegli anni, per apprezzare ora ancora di più tutto ciò che riguarda quegli anni. Ricordo ancora All The Things She Said delle t.A.T.u. nel 2000, non c’è lesbica che non la conosca! Ora Julia è un canotto vivente e Lena non ha il successo che si merita.

Ora si usa la volgarità per fare successo, ci sono talmente tante vie di comunicazione che la gente non sa cosa cosa dire e la musica sembra sempre più un prodotto commerciale svuotandosi del suo significato più profondo. In questi nuovi anni sembra contare più l’apparire dell’essere, le foto non si fanno per ricordare ma per fare bella figura su Facebook e la musica si scarica illegalmente in ogni modo possibile. (ndr sono il primo a farlo, anche se grazie a Spotify ciò sta diminuendo)

Una volta c’erano i Blue e i Backstreet Boys, ora gli One Direction. C’erano i Blink 182 e ora i 5 Seconds Of Summer, Avril Lavigne era una cantante da adolescenti in guerra col mondo e ora codesti ascoltano artisti indie mezzi-hipster mentre Avril si diletta nel cantare brani con nomi come “Hello Kitty”, Katy Perry cantava in chiesa e Cher era la regina delle classifiche con Believe. Dimenticavo, prima c’era Megan Gale e ora c’è Belen, come il prezzemolo.

Come dice un recente brano, voglio tornare negli anni ’90. (Con anni ’90 intendo: Anni ’90 + primi anni ’00)

L’Accidioso Errante

I selfie non sono una moda.

Partiamo dal presupposto che Studio Aperto non è un telegiornale serio. Le notizie che spesso rende note sono poco approfondite, mediocri, di dubbia importanza e anche il gossip viene presentato in modo scadente. Qualche mese fa un articolo mi fece pensare: “Esplode la moda dei selfie” con autoscatti di cantanti, modelli e calciatori a seguire. 

La memoria mi porta a molti anni fa, avevo circa 8 o 9 anni. Premetto che da genitore non darei MAI un telefono a mio figlio in tenera età, i giocattoli sono altri! Vivevo da solo con mamma, ha sempre lavorato molto per mantenerci e c’era l’esigenza di parlare, in qualche modo. Fu così che mamma mi regalò un telefono della 3 di quelli che si aprono e si chiudono, con le suonerie polifoniche e altre opzioni che ora sarebbero obsolete. Usavo il telefono per parlarle, quando ce n’era bisogno, ma per il resto sapevo che non si trattava di un gioco. Nonostante questo, l’unica cosa interessante che facevo con quel gioiellino di telefono erano le selfie stupide. Il mio telefono aveva la fotocamera dotata della possibilità di roteare fino a diventare interna al telefono. Da quando gli smartphone con fotocamera interna hanno iniziato a diffondersi, l’uso di una fotocamera con prestazioni solitamente ridotte rispetto a quella esterna associata ad alcune applicazioni (Retrica, CamWow) capaci di renderle spesso più gradevoli (ricordo la frase di una mia compagna di classe, lo scorso anno: “Metti l’effetto anti-brufoli!”) ha reso la diffusione dei Selfie rapida. Sono il primo a fare le foto con l’autoscatto. Però non mi piace che si chiami “moda” qualcosa che in qualche modo c’è sempre stato. Gli italiani sono tradizionalmente noti per la Pizza, perché Studio Aperto non dedica un servizio settimanale anche alla Pizza?

Tutto questo articolo per dirvi che il TG di La7 è meglio.

L’Accidioso Errante