Maria Antonietta live @ La Famiglia NO, Crema (CR) – Un incontro speciale.

Non so come descrivere alcune emozioni. L’incontro di ieri sera era la ciliegina sulla torta di questo meraviglioso periodo di transizione. Maturità, nuovi inizi, tante speranze e tanti arrivederci. Non so ancora bene cosa mi aspetterà, ma sto lavorando a rendere florido il mio futuro. Ciò significa anche portarsi sulle spalle le esperienze passate, quelle che nel corso di questi sei anni di studi superiori, in particolare dell’ultimo, mi hanno reso la persona che sono. A fare da sottofondo alle glorie e ai momenti fragili di questo ultimo anno è stata una rossa fanciulla di Pesaro di nome Letizia Cesarini, alias Maria Antonietta. È un’artista italiana all’attivo da quando aveva 18 anni, ha alle spalle tre album e un EP uscito da poco, in collaborazione con i Chewingum, band di Senigallia davvero niente male. Credo sia diventata la mia cantante italiana preferita di questo ultimo periodo, è così schietta, semplice, e basti guardarla per pensare che è l’amica che tutti vorremmo avere! Da più di un mese progettavo di sentirla finalmente in concerto, e l’occasione mi si è presentata a Crema, cittadina non troppo distante da casa. Ho controllato i treni, mi sono messo d’accordo con amici e ho fatto pure una massiccia attività di spam per ottenere la maglia del La Famiglia NO Festival che avrebbe ospitato Maria Antonietta e i Chewingum ieri sera. Sono arrivato nella ridente Crema dopo un’ora di viaggio: sono venti minuti di auto da casa e un’ora di mezzi, colpa dei treni che fanno tutte le fermate. Dopo aver girato a vuoto per una ventina di minuti ho trovato il luogo del concerto, la colonia fluviale. Non conosco personalmente Crema, ma mi sembra una città abbastanza piacevole. In pochi minuti ho ottenuto la mia maglia e il mio free drink, mi sono dato poi alla mia priorità: cercare Maria Antonietta. Ho trovato un simpatico bookcrossing gestito da persone altrettanto simpatiche, dove ho preso Siddharta di Herman Hesse e un libro di Jung sulla psicologia del fenomeni occulti. Mentre socializzavo con i gestori del bookcrossing, un impellente bisogno di fare pipì si è materializzato. Fu così che mi diressi verso il bagno mentre, spaesato, mi guardavo intorno. Vidi così Maria Antonietta in compagnia dei Chewingum, anche se di loro non conoscevo i volti perché l’unica foto che vidi fino a ieri di loro era quella della copertina dell’EP Maria Antonietta loves Chewingum, dove le facce non erano ben visibili. Mi sono avvicinato, leggermente tremolante, e abbiamo iniziato a parlare un po’. Spero di non apparire simile a una directioner stereotipata nel raccontare la serata di ieri, ma avevo davvero davanti uno dei miei idoli e la cosa mi ha reso più che felice. Abbiamo parlato di etichette, di Wannabe delle Spice Girls che non ha mai suonato dal vivo, dei miei progetti post-scuole superiori e di altro che l’emozione non mi fa ricordare. Abbiamo poi scattato alcune fotografie, una ce l’ha scattata Renaldo (componente dei Chewingum), probabilmente la più bella. Successivamente, Letizia e i Chewingum sono andati a cena e io, pieno di gioia, sono tornato dai ragazzi del bookcrossing. La band apripista stava per aprire il concerto, quando una pioggia torrenziale si è abbattuta su Crema e tutto sembrava perduto. In un momento di panico io e un ragazzo conosciuto al momento siamo andati a chiedere a Maria Antonietta e ai Chewingum se il concerto ci sarebbe stato. Il ragazzo ha detto a Maria Antonietta che io so tutti i suoi testi a memoria, lei si è messa a ridere ha detto qualcosa, credo fosse “che onore!”, ma paradossalmente non ricordo molto bene, ero bordeaux. Si è riuscito a rimediare con l’esibizione sotto al capannone da parte di Maria Antonietta + Chewingum. Mi spiace per le band apripista, magari avrei conosciuto nuovi artisti interessanti! Per le 23.15 tutti i miei amici erano arrivati e siamo riusciti a vedere insieme il concerto, decisamente in prima fila. Dal momento in cui si era perso un po’ di tempo per montare una nuova postazione distante dal palco alcune tracce sono state saltate, tra cui Ossa, la mia canzone preferita. Tutti i pezzi erano riarrangiati per questo tour insieme ai Chewingum, e sono rimasto colpito dalle strumentali, mi spiace che nell’EP ci siano meno brani rispetto a quelli riarrangiati per i live. Mi ha colpito in particolare la nuova versione di Con gli occhiali da sole, che spero esca in una studio version presto o tardi. A fine concerto, Letizia è andata a riposarsi visto il freddo e le date imminenti del tour e ho avuto modo di complimentarmi con il resto della band comprare una maglietta bellissima, un paio di spillette e Sassi, un suo cd a cui tengo molto e che non sono riuscito a farle autografare. Non vedo l’ora di rivederla dal vivo, spero accada presto. Spero che mantenga sempre la propria semplicità che è ciò che la rende unica. Quanto ai Chewingum: meritano di essere ascoltati!

Spero di rivederla molto presto. ♥

L’Accidioso Errante

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Metafore di una giornata a metà

In questo preciso istante provo sulla pelle una piacevole quanto terribile sensazione di dualismo. Da un lato mi sento terribilmente fragile, dall’altra possente, quasi inscalfibile. Quando mi sento così ascolto quella scia di cantanti indie Italiani da ragazzina alternativa in guerra col mondo come Le Luci Della Centrale Elettrica, La Fame Di Camilla, i Tre Allegri Ragazzi Morti, Maria Antonietta e altri. Inizio ogni post pensando che non ho un argomento preciso, e non ce l’aveva neanche lui, mentre provava a scrivere una canzone. Impugnava la chitarra come se fosse un’arma da guerra e sparava alla sua realtà senza mai ferire nessuno. Aveva voglia di suonare per l’intera notte, ma aveva paura di distruggere una ad una le corde di quel magnifico strumento, di ledere in qualche modo la bellezza complessiva di quei brividi che provava suonando. Eppure lui non voleva nient’altro che stare seduto su quella sedia, con la sua chitarra. Suonava accordi così prematuri, a volte nemmeno li azzeccava. Doveva farsi venire i calli alle dita, dopo aver cambiato totalmente strumentazione. Forse voleva davvero pensare a tutti i pianeti raggiungibili da lì, o forse voleva autoritrarsi con le note mentre lentamente partiva per un pianeta sconosciuto. Era tutto così surreale che anche lui stentava a crederci. Per alcuni tempi si chiese quale fosse il punto d’origine del suo amore per la musica. Certe cose hanno davvero un inizio? O magari sono scritte in un disegno più grande di noi, come quando segui un tutorial per fare un disegno, e all’improvviso due tratti a matita fatti in due momenti diversi si scontrano, la matita diventa penna e tutto il resto scompare, rimangono solo quei tratti indelebili, di tutto il resto rimangono segni che sembrano perdere senso. Forse la musica è una questione di contingenza, eppure certe canzoni erano indimenticabili. Non riusciva a dimenticare tutte quelle melodie che sorgevano e tramontavano nella sua mente, quelle nate per metà. Eppure la sua mente era un iPod pieno di musica in riproduzione non troppo casuale, dove sperava che la batteria non si esaurisse mai.

Metafore di una giornata a metà.

L’Accidioso Errante.