Ringraziamenti e diari segreti.

Sono stanchissimo. Ieri sera un’amica ha dormito da me e ci siamo svegliati presto stamattina. Sono andato in un paese del cremonese a una quarantina di minuti di auto da me, dove ho cantato tutto il giorno per preparare un live per dare una mano a un mio vecchio compagno delle superiori. Ieri notte a mia madre si è rotta l’auto mai una gioia e me la sono fatta dal mio paesino alla stazione dei treni a piedi e viceversa, e quattro Km a piedi dopo una giornata stancante non sono il massimo. Non so di cosa parlare. A volte vorrei non aver mai pubblicato questo blog sul mio profilo di Facebook, così potrei parlare più liberamente di amicizie rovinate, di infami, di persone che non sono quello che sembrano e vi assicuro che sono pieno di sassolini nelle scarpe, anche perché altrimenti non saprei come faccio a distruggere ogni paio di Vans che acquisto Non avrei il timore dei classici “amici” che si sentono presi in causa. Vi comunico con gioia che ieri ho superato le 1000 visite col blog, dopo poco più di una settimana. Francamente non so se siano tante o meno, ma mi capita di ricevere anche messaggi privati di gente che si complimenta per quello che scrivo e…grazie, davvero. Sono solo all’inizio ma questa finestra virtuale sa essere una buona valvola di sfogo, nonostante io la censuri dall’esprimermi totalmente. Da piccolo (e anche recentemente) ho sempre filtrato ciò che scrivevo sui miei vari diari segreti per paura che qualcuno li leggesse. Il contesto del diario segreto è indubbiamente piacevole, richiede una certa cura, costanza e può essere molto piacevole ritrovarli dopo anni. I primissimi diari segreti li ho avuti a 7 anni. Avevo un compagno di classe alle elementari, credo fosse il mio migliore amico. Ricordo che prendevamo dei quadernetti, o piegavamo molti fogli a metà per poi metterci lo scotch e facevamo questi diari. Che segreti avrebbero potuto avere due bambini di 7 anni? Indubbiamente nulla di shockante, forse era appunto l’ingenuità con cui scrivevamo a sorprendermi, ripensandoci. Ricordo che erano gli anni del delitto di Cogne. Sul mio diario avevo inventato un giornale che titolava “Anna Maria Franzoni è innocente”. Pensarci mi fa seriamente ridere, penso al me, bambino, che apprende ciò che la TV gli narra senza assorbirne il vero significato. Chissà perché mi stava così simpatica la Franzoni, probabilmente ha un po’ la faccia da catechista. Andando avanti con gli anni, ricordo che riempivo un diario segreto di disegni su Doremì e le sue amiche, la mia idola incontrastata è Sailor Moon, ma per qualche anno non l’hanno più mandata in onda. Tra una cosa e l’altra spuntava sul mio diario: “La zia di P.ha visto un signore morto a bordo della strada, preghiamo per lui!” e di seguito l’eterno riposo. Ero un bambino molto devoto, non tanto per Dio: Facevo il bravo affinché Santa Lucia, Babbo Natale e la Befana premiassero la mia bravura con tanti bei regali. Ero anche un chierichetto in chiesa! Ma la mia carriera nel mondo ecclesiastico finì poiché la mia fede andava calando ed ero un poco foto-fobico, Avevo un faretto che mi illuminava il viso e mi venivano i lacrimoni. Proseguendo con gli anni, ricordo di un diario segreto in cui parlavo ininterrottamente di una ragazza per cui mi presi una grandissima cotta in seconda media, mi ricordava molto Vanessa Hudgens. Lei è davvero bellissima, educata, intelligente, ma aveva tre anni in più di me e io mi sono allegramente scoperto omosessuale. Quando la vedo in giro sorrido, mi piace ricordarmi come un piccolo preadolescente pirletto follemente cotto di una ragazza con la A maiuscola. Nel diario successivo, relativo all’anno successivo, scrivevo spezzoni di canzoni quasi mai concluse e mi lamentavo di una ragazza che non mi corrispondeva, amava i Tokio Hotel come me e la chiamavo “Tokietta (G. che vergogna, perdonami HAHAHAHAH) ma non ricordo di aver mai finito quel diario. Arrivò la prima superiore e non ebbi un vero e proprio diario, ma continuavo a sfogarmi per una rabbia trasparente alla quale non riuscivo a dare né una forma né un senso. E fu lì che mi scoprii dapprima bisessuale e omosessuale l’anno successivo. Come dissi in qualche post passato, ebbi poi un’agenda in cui appuntavo tutto quel che facevo giornalmente, decisamente utile e piena di ricordi piacevoli e non. Infine ho avuto un diarietto fresco di 2014 che si è spappolato nel mio zaino, ma dove tra una cosa e l’altra ho scritto i testi di alcuni dei brani ai quali sono maggiormente legato.

Seriamente, non so perché ho parlato di diari segreti, sono troppo stanco per rileggere una terza volta questo post e fare l’ennesima correzione errori. 😦 😛 Sogni d’oro. 

L’Accidioso Errante

Accidia pura.

Credo che sia difficile ammettere a sé stessi determinate cose, prendere atto di determinate consapevolezze. Roma non è stata costruita in un giorno, così come i serpenti non cambiano pelle in un secondo e io non riesco a mandare giù determinate pillole. Sono all’alba della quinta superiore, tra un mese e un giorno compierò diciannove anni e tutto ciò che riesco a fare è seguire una poco produttiva routine estiva. Mi faccio inutili aspettative sulla routine scolastica. Non vorrei dirlo, ma a volte mi manca la scuola. Non per la gente, non per l’ambiente né per lo studio. La scuola mi permette di essere decisamente più organizzato. Non vedo l’ora di comprare un diario, anche se mi fanno tutti schifo. L’anno scorso ho tenuto un’agenda che ho aggiornato giornalmente con i miei pensieri e i miei impegni, è sempre un piacere rileggerla! Per il 2014 avrei voluto comprare la Moleskine della Lego o del Piccolo Principe ma non l’ho trovata e all’arrivo di Febbraio mi sono detto: “Non è un problema! Ricorderò tutto a mente!” e… che impresa. Ho praticamente vissuto alla giornata per due trimestri scolastici. Ho dato un’occhiata alle agende di quest’anno e l’unica che reputo ogni anno decente è….troppo. La Smemoranda non mi piace più. La uso dalla prima media ma è troppo fluo per me. Ho bisogno di ordine totale nella vita, anche se il mio cervello è un casino unico. Dunque continuo a riordinare, come se pulire, spolverare (che cazzata, credo di essere pure allergico alla polvere lol) e sistemare cose continuamente potesse mettere a posto le idee che ho. Oggi ero con un mio amico al fiume, mi parlava di ragazze, di come per lui la bellezza esteriore rispecchi quella interiore. Ho pensato a me stesso e mi sono detto: è davvero questo che voglio essere? È questo il massimo che posso dare alla vita? Sperare giorno dopo giorno che arrivi il giorno adatto per cambiare? La pubertà è il periodo in cui è più facile modellare il proprio corpo e io rimango lo stesso, non sono il tipo che fa cazzate per dimagrire e mai lo sarò, ma per una volta vorrei andasse tutto come dico io. Dovrei riempire casa mia di post it, farmi un bel tatuaggio all’henné come reminder e chiedere alle persone attorno a me di essere più severe nell’aiutarmi a moderare la mia accidia. Per non parlare di tanti altri dettagli poco eleganti della mia personalità. Nel post di stasera ho parlato unicamente di me stesso, forse intendevo questo con “monitorarmi”, a parte il narrare i miei gusti musicali e il mio disprezzo per i quindicenni microcefali sempre presenti.

Ho bisogno di essere più severo con me stesso.

L’Accidioso Errante