Pare non troppo paranoiche.

Non so il perché di tutto ciò, ma queste serate così ignave mi rendono veramente triste. Ho passato due giornate davvero belle:

Ieri sera sono stato al compleanno di una mia compagna di classe, aspettava quel giorno da quando la conosco ed è stato meraviglioso vederla felice. Oggi ho passato una giornata stupenda con il mio ragazzo. Non concordo completamente con la frase “non sai ciò che hai finché non lo perdi”, è una frase fatta per quelle persone che non si fermano mai a riflettere su ciò che hanno. Ricordo di aver pianto spesso nel periodo di Natale, pensando a tante cose. Sono quel tipo di ragazzo che spesso e volentieri si lamenta di non avere questo o quello, di non riuscire a fare le cose e non apprezza mai la realtà. Ci sono diverse cose della mia realtà per le quali sto lottando, ma raramente mi fermo a pensare a ciò che ho. Oggi è uno di quei giorni. Tornando al Natale, ho pensato a quanto fosse bello il fatto di avere una madre che mi vuole tanto bene, un padre che seppure distante fa il massimo per far sentire la sua presenza in casa, una famiglia “naturale” di persone buone e alla mano (sono io che in loro presenza divento un po’ asociale, mi devono perdonare ma temo ancora la domanda tattica della fidanzatina) e una famiglia “scelta” di pochi e veri amici. Piangevo di gioia, magari non sarò uno di quei ragazzi che la vita ha scelto di rendere fortunato in tutti i campi, ma ho delle persone su cui contare. Oggi pensavo a quanto io stia bene con lui, a come sia raro, a tutte quelle sfumature che rendono un rapporto tra due persone diverso da un rapporto dovuto a circostanze sociali. Questo tipo di pensieri portano un paranoico medio quale sono io ad avere paura di perdere tutto ciò a cui tiene. Stasera provo emozioni contrastanti di varia natura, ma forse, come dice Vasco Brondi…

“Forse si trattava di accettare la vita come una festa,
come ha visto in certi posti dell’Africa.
Forse si tratta di affrontare quello che verrà
come una bellissima odissea di cui nessuno si ricorderà. “

Sono dell’ idea che una bella riflessione su tutto ciò che abbiamo faccia bene a tutti. Se ciò che abbiamo non durerà per sempre, perché vivere nella paura di perderlo? Non importa di che emozioni si tratti, vivetele al massimo, sempre. E adesso mi sento tanto Barbara D’Urso, quindi la smetto. Buonanotte.

L’Accidioso Errante

Paranoie condite.

La giornata di oggi si è presentata come quella dei cambiamenti. Ho seriamente ripreso a studiare per la patente, ho studiato storia e fatto movimento. Sono abbastanza fiero di ciò, ma rimango un po’ accidioso come sempre. Sono felice perché la giornata di domani sarà una di quelle che ti riempiono il cuore di gioia ed è raro che io aspetti qualcosa con tanta impazienza. È una cosa in stile “Friday I’m in love” anche se sarà martedì. Sto seriamente facendo una riflessione sul mio corpo. Riuscirò davvero a tornare pressapoco come prima di prendere questa decina di Kg prima del mio compleanno? Credo sia malsana solo l’idea, ma ci voglio provare, almeno iniziare. A volte mi lamento delle persone che non sono disposte a mettersi in gioco nella propria vita, perché sono persone che a volte potrebbero dare 1000 e per paure che vedono come insormontabili rimangono ferme e danno 100, ma inizio a vedermi come una di queste. Credo di avere un piccolo problema con il cibo, fortunatamente non parlo né di bulimia né di anoressia, ma mi vedo un po’ come un vero amante del cibo. Seriamente, non c’è nulla di più buono di una pizza, di un gelato o di una cheesecake. Il problema è il dopo, il momento in cui Cher spunterebbe dal nulla cantando “If I Could Turn Back Time” e tu ti sentiresti un po’ un idiota. Il mio non è un disturbo alimentare, sono solo un adolescente agli sgoccioli che non accetta di essere nato per essere un poco rotondo, probabilmente sono le razioni, o i condimenti, o le paranoie che per questioni legate alla legge di attrazione non mi permettono di tornare un po’ più ossuto.

In pratica sono un paranoico di merda e basta ^^’

L’Accidioso Errante.

Ringraziamenti e diari segreti.

Sono stanchissimo. Ieri sera un’amica ha dormito da me e ci siamo svegliati presto stamattina. Sono andato in un paese del cremonese a una quarantina di minuti di auto da me, dove ho cantato tutto il giorno per preparare un live per dare una mano a un mio vecchio compagno delle superiori. Ieri notte a mia madre si è rotta l’auto mai una gioia e me la sono fatta dal mio paesino alla stazione dei treni a piedi e viceversa, e quattro Km a piedi dopo una giornata stancante non sono il massimo. Non so di cosa parlare. A volte vorrei non aver mai pubblicato questo blog sul mio profilo di Facebook, così potrei parlare più liberamente di amicizie rovinate, di infami, di persone che non sono quello che sembrano e vi assicuro che sono pieno di sassolini nelle scarpe, anche perché altrimenti non saprei come faccio a distruggere ogni paio di Vans che acquisto Non avrei il timore dei classici “amici” che si sentono presi in causa. Vi comunico con gioia che ieri ho superato le 1000 visite col blog, dopo poco più di una settimana. Francamente non so se siano tante o meno, ma mi capita di ricevere anche messaggi privati di gente che si complimenta per quello che scrivo e…grazie, davvero. Sono solo all’inizio ma questa finestra virtuale sa essere una buona valvola di sfogo, nonostante io la censuri dall’esprimermi totalmente. Da piccolo (e anche recentemente) ho sempre filtrato ciò che scrivevo sui miei vari diari segreti per paura che qualcuno li leggesse. Il contesto del diario segreto è indubbiamente piacevole, richiede una certa cura, costanza e può essere molto piacevole ritrovarli dopo anni. I primissimi diari segreti li ho avuti a 7 anni. Avevo un compagno di classe alle elementari, credo fosse il mio migliore amico. Ricordo che prendevamo dei quadernetti, o piegavamo molti fogli a metà per poi metterci lo scotch e facevamo questi diari. Che segreti avrebbero potuto avere due bambini di 7 anni? Indubbiamente nulla di shockante, forse era appunto l’ingenuità con cui scrivevamo a sorprendermi, ripensandoci. Ricordo che erano gli anni del delitto di Cogne. Sul mio diario avevo inventato un giornale che titolava “Anna Maria Franzoni è innocente”. Pensarci mi fa seriamente ridere, penso al me, bambino, che apprende ciò che la TV gli narra senza assorbirne il vero significato. Chissà perché mi stava così simpatica la Franzoni, probabilmente ha un po’ la faccia da catechista. Andando avanti con gli anni, ricordo che riempivo un diario segreto di disegni su Doremì e le sue amiche, la mia idola incontrastata è Sailor Moon, ma per qualche anno non l’hanno più mandata in onda. Tra una cosa e l’altra spuntava sul mio diario: “La zia di P.ha visto un signore morto a bordo della strada, preghiamo per lui!” e di seguito l’eterno riposo. Ero un bambino molto devoto, non tanto per Dio: Facevo il bravo affinché Santa Lucia, Babbo Natale e la Befana premiassero la mia bravura con tanti bei regali. Ero anche un chierichetto in chiesa! Ma la mia carriera nel mondo ecclesiastico finì poiché la mia fede andava calando ed ero un poco foto-fobico, Avevo un faretto che mi illuminava il viso e mi venivano i lacrimoni. Proseguendo con gli anni, ricordo di un diario segreto in cui parlavo ininterrottamente di una ragazza per cui mi presi una grandissima cotta in seconda media, mi ricordava molto Vanessa Hudgens. Lei è davvero bellissima, educata, intelligente, ma aveva tre anni in più di me e io mi sono allegramente scoperto omosessuale. Quando la vedo in giro sorrido, mi piace ricordarmi come un piccolo preadolescente pirletto follemente cotto di una ragazza con la A maiuscola. Nel diario successivo, relativo all’anno successivo, scrivevo spezzoni di canzoni quasi mai concluse e mi lamentavo di una ragazza che non mi corrispondeva, amava i Tokio Hotel come me e la chiamavo “Tokietta (G. che vergogna, perdonami HAHAHAHAH) ma non ricordo di aver mai finito quel diario. Arrivò la prima superiore e non ebbi un vero e proprio diario, ma continuavo a sfogarmi per una rabbia trasparente alla quale non riuscivo a dare né una forma né un senso. E fu lì che mi scoprii dapprima bisessuale e omosessuale l’anno successivo. Come dissi in qualche post passato, ebbi poi un’agenda in cui appuntavo tutto quel che facevo giornalmente, decisamente utile e piena di ricordi piacevoli e non. Infine ho avuto un diarietto fresco di 2014 che si è spappolato nel mio zaino, ma dove tra una cosa e l’altra ho scritto i testi di alcuni dei brani ai quali sono maggiormente legato.

Seriamente, non so perché ho parlato di diari segreti, sono troppo stanco per rileggere una terza volta questo post e fare l’ennesima correzione errori. 😦 😛 Sogni d’oro. 

L’Accidioso Errante

Shiny Happy People e brainstorming annesso.

Attaccamenti, paranoie, cibo cinese, vivere il presente.

Ero tentato di scrivere un post su uno di questi quattro argomenti, ma non sapevo da dove partire e avevo paura di entrare troppo nel personale, dunque sono andato su Wikipedia e ho iniziato a cercare voci casuali, e tra un astronauta, un comune della Transilvania e qualche chiesa ho trovato una voce abbastanza decente dalla quale far partire un brainstorming, Shiny Happy People.

Si tratta di una canzone dei R.E.M. niente male, anche se sinceramente sono più legato ad altri loro brani come Bad Day, Supernatural Superserious e Losing My Religion

I R.E.M. mi ricordano un’estate in particolare, quella tra la seconda e la terza media.

Ero piccolo e facilmente suggestionabile, avevo paura del buio, dei ladri, di Michael Jackson e dei fantasmi. Facendo una serie di collegamenti mentali ho ricordato le mie paure di allora, le trovo così surreali. Le mie paure attuali sono ben altre, ma avrei voluto motivare il non troppo accidioso preadolescente che ero allora. Associo i R.E.M. a una sera di quell’estate, dormivo con la finestra aperta mentre guardavo Lucignolo (dove in un servizio veniva usata come sottofondo Supernatural Superserious) e mi crogiolavo nelle mie paure, chi mi avrebbe portato via dal mio letto e dalla mia cara mamma? Un giorno di quell’estate tardai a tornare a casa, il mio scadentissimo Nokia di allora (che al tempo andava fin troppo bene) aveva la batteria scarica e incrociai mia madre in auto a lenta velocità sulla strada di campagna che facevo per muovermi tra un paese e l’altro, evidentemente spaventata e incazzata allo stesso tempo. Erano solo le 18.30, violai di trenta minuti il coprifuoco e questo mi costò due giorni senza uscire. 

Mi fluisce in mente anche l’anno successivo, a scuola i compagni non si comportavano troppo bene con me, iniziavo a sentirmi “il diverso” e vedevo il futuro imminente relativo alle scuole superiori come un oceano in cui non vedevo l’ora di tuffarmi.

Quanto vorrei abbracciare il piccolo me con le sue piccole grandi paure.

L’Accidioso Errante.

PS: Ho cercato “Michael Jackson Scary” su Google immagini e mi sono ricordato perché mi spaventasse così tanto. 

Adolescenti normopeso e paranoici.

Seriamente, vorrei immaginarmi come Julia Roberts in “Mangia Prega Ama” in quel momento in cui, in Italia, ride e scherza con una sua amica mentre fa di tutto per riuscire a mettersi un paio di pantaloni dopo aver preso 12 kg…e invece no, l’immagine è quella di un Miltank che usa rotolamento. Non ho particolari problemi fisici, in verità. Probabilmente faccio parte di quell’enorme schiera di adolescenti normopeso che si crede grassa e che si lamenta per sentirsi dire “Ma no, stai bene così”. Non sono grasso, semplicemente non sono tonico. Sono un pudding, uno di quei budini che faccio saltare in Happy Jump (la versione allegra di Doodle Jump) e che puoi modificare un po’ come vuoi. In ogni caso la grassezza non è un problema, alcune persone sono fatte per essere formose e sono belle così, solo che io non voglio essere in carne, tutto qui. L’importante è amare sé stessi e non essere pelle e ossa!

Magari fosse così facile modificare sé stessi! E qui si torna sul tema principale del blog, l’accidia. Dovrei diventare un po’ più costante e perseverante quando si tratta dei miei sogni, la mia vita è un enorme trip mentale, vorrei diventasse materiale. Quanto agli adolescenti e alle nostre pare, sono normalissime, siamo un po’ sballottati tra un’ insicurezza e l’altra, ma molti ci giocano sopra, scoprono l’eterna carta della vittima per sentire smentita la loro bruttezza. Io alterno stati di “I’m non da buttare via and I know it” a momenti in cui mollerei tutto per darmi all’ascetismo.    E voi?

L’Accidioso Errante

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Il perché dell’accidioso errante.

Ieri sera sono uscito dalla doccia e mi sono guardato allo specchio. Mi ritraeva magnificamente. Era appannato.

Ho deciso di aprire questo blog perché ho bisogno di fare IL passo, quello da adolescente a piccolo adulto. Alle porte dell’anno scolastico della maturità devo impostare una maturità psicologica tale da riuscire a conseguire i miei obiettivi senza troppi problemi.
Fino ad ora sono sempre stato troppo condizionato dalla mia impulsività nel fare cazzate, seguita dall’immancabile “Domani smetto”.

Questo blog sarà una sorta di diario di viaggio, una lotta contro la mia accidia petrarchesca sul sentiero per migliorarmi, giorno dopo giorno. Il resto, lo rivelerò durante questo percorso.

Buon viaggio nel mio viaggio.

L’Accidioso Errante